19 settembre, 2006

DUBBI

Venerdì Lei era finalmente determinata.

L’avrebbe visto per sputargli in faccia la rabbia che troppo spesso aveva arginato. Si era convinta che esternargli i propri pensieri, anche in maniera dura, l’avrebbe aiutata a sentirsi meglio perché lui, Altrui, non avrebbe potuto fingere di non conoscere i suoi sentimenti e si sarebbe dovuto assumere la responsabilità del futuro andamento della loro strana storia. L’unica alternativa che le era rimasta quando si era resa conto che ignorarlo no, proprio non era la via giusta.

Io ero in treno e cercavo di immaginarmi la scena. Si siederanno ad un tavolino oppure passeggeranno in Corso Italia ? Magari no, si vedranno per un aperitivo nel centro storico…

Ma più di tutto mi chiedevo se ci sarebbe riuscita. Se decidi di sbattere la testa dicendo cose che hai già detto è perché in fondo in fondo, in una piega del tuo cuore, hai la speranza che questa volta, senza un perché, ci sia una reazione diversa da quella che razionalmente ti aspetti.

È sempre questa la motivazione, almeno quella che riesco a vedere io. È la speranza che ti fa muovere, ma Lei la chiama rabbia.

Mi ero fatta un film sullo sguardo severo di Lei, magari anche su un ceffone ben assestato.

Il racconto di oggi è stato ben diverso. Perché Altrui soffre come un cane, è arrivato ad un punto in cui le sue certezze sono diventate fragilità e non capisce più cosa vuol dire amare.

E ora cosa le dico?
Di dar retta alla razionalità, perché ogni cosa ha un suo tempo e le loro vicende un tempo l’hanno già avuto e l’hanno perso…
O di credere in quella piega del cuore?

2 commenti:

Anonimo ha detto...

.............Mi hai distrutto..........
secondo te a cosa dò retta io????? alla razionalità?????????? ma quando mai!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Ele ha detto...

e forse sbagli ;-)