18 novembre, 2009

RICOMINCIARE

Ho pianto ovunque.

Ho pianto dalla parrucchiera, quando mi hanno detto che no, l’appuntamento non era per quel pomeriggio, ma per quello successivo, e che quindi mi ero confusa. Ho pianto così tanto che Giorgia, che solitamente mi taglia i capelli scrutandomi con i suoi occhini grandi mi ha fatto accomodare comunque dicendomi “tranquilla, il tempo per il taglio e il colore lo troviamo comunque”., anche se poi il taglio non ha potuto farmelo perché singhiozzavo così tanto che temeva di farmi male con le forbici.
Ho pianto nel sedile posteriore di un taxi, in un giorno assolato e afoso, solo perché l’autista, una donna, guardandomi dallo specchietto mi ha chiesto se mi doveva accompagnare a casa. Ho pianto dicendole che non sapevo più dov’era casa mia, che l’unico posto che avrei voluto chiamare casa ero quello in cui c’era l’uomo che amavo, ma che forse non amava più me.
Ho pianto senza vergognarmi in un ristorante cinese, il mio preferito, mentre un’amica mi diceva perplessa che aveva sempre pensato che noi, la Non Famiglia, avremmo superato qualsiasi problema.
Ho pianto, tanto, camminando per le strade di Milano ancora affollate per il funerale di Mike Buongiorno parlando con LadyD, l’amica di sempre. Ho pianto con lei dopo aver comprato un vestito bellissimo che non ho mai messo per timore di ritrovarmi a piangere indossandolo, e pensando che avrei voluto tanto che lui mi vedesse così, magra e dolce in quell’abito che gli sarebbe piaciuto.
Ho pianto a casa di amici, facendomi coccolare dalla nonnina e pranzando con i miei zii.
Ho pianto al telefono, duranti interminabili conversazioni con le amiche che trovavano sempre il modo di farmi sfogare e poi, dolcemente, di farmi smettere.
Ho pianto sulle scale di casa di Millebolle, tanto da non avere il respiro e sentire solo la vertigine e il vuoto quando, ancora con il gesso, mi son seduta lì e non sapevo se e come rialzarmi.
Ho pianto abbracciata ai Genitori Verdini e da sola, in una casa che non era la mia e in cui dormivo abbracciata ad una maglia del Non Convivente, l’unica cosa che mi faceva sentire vicina a lui.
Ho pianto davanti allo splendido regalo che amici affettuosi mi hanno fatto per il mio compleanno, un primo passo per farmi sentire una casa mia.
Ho pianto nella portineria del mio ufficio, davanti ad un portiere che fa sempre il burbero ma che solerte mi ha preso una mano e garantito che tutto sarebbe passato, piano piano, con il tempo. E ho pianto ad un tavolino di un bar in cui non entravo da 8 anni di fronte ad una ragazza a cui ho fatto da capo scout e che è cresciuta al punto da diventare una donna meravigliosa, che ha trovato delle parole splendide per rassicurarmi.
Ho cercato di non piangere dicendo alla Quasi Nipotina che non avrebbe più visto il Non Convivente e il NonCaneCesare, perché nella vita anche le cose più belle hanno una fine. Ho pianto in ufficio, alla notizia della nascita del bimbo tanto desiderato da Belloculo e Marito, che sono tanto amici suoi ma vogliono bene anche a me.
Ho pianto da non poterne più, da sentire le forze venirmi meno e gli occhi bruciare come l’inferno e il respiro mancare, strozzato dai singhiozzi.

Ho desiderato tanto smettere.

Mi sono alzata ogni mattina promettendomi di passare un’intera giornata senza piangere. A volte ci sono riuscita, a volte no.
Mai avrei creduto che quando le lacrime, e pure le scorte, finisco, possono essere sostituite da un modo in gola. Fermo lì. Che non si muove ma ti accompagna.

E a quel punto speri tanto di tornare a piangere, perché anche il pianto è meglio di quel dolore strozzato in gola.

Ho pianto tanto, si.

Ma ora non piango più.


Alzati
Ama per sempre
Spogliati
Ridi di niente
Vivere ci basterà
Alzati
E' un sentimento
Libero
Vero tormento
Vivilo
Guarda il sole brucia per te, per te, per lui

Salvami, G. Nannini - Giorgia, 2009

22 ottobre, 2009

PROGRAMMI

Mi aspetta una serata frizzi e lazzi.

Un aperitivo super alcolico che Millebolle mi aveva promesso più o meno il 22 luglio (no, nn sono autistica rispetto alle date, ma era due giorni dopo che mi ero rotta la caviglia e certe cose non si dimenticano). Poi, se mi reggerò in piedi, dovrei partecipare ad una pizza-tifo per la partita Lille - Genoa, che la gran parte dei miei amici sono genoani e io quindi mi associo.

Ecco. Ora sapete.

Però ancora non sapete dove andrò questo week end.
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09 ottobre, 2009

VENERDI? POMERIGGIO - 2

Oh Issaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

02 ottobre, 2009

VENERDI' POMERIGGIO....

Quando hai una collega con cui ti scoli una bottiglia di bollicine mangiando dei salatini e dei pezzi di pizza...bè, il week end che ti aspetta non sembra poi così tremendo.

Sarà mica perchè Verde è un pò sbronza?

Eh, può essere...

01 ottobre, 2009

DESTINO?

Succedono un sacco di cose nel mondo di Verde.

Ma tante eh!

Prese singolarmente possono sembrare drammatiche, ma a raccontarle tutte insieme ci si fa quasi del gran ridere.

Per questo non sto scrivendo. Devo preparare un super-post in cui racconto tutto di un fiato così l'impressione globale sarà quella comica. Che c'è bisogno di ridere in questo blog, suvvia!

Una cosa però la butto lì.

C'è una persona che conosco da nove anni e che arriva nella mia vita ogni volta che sto subendo degli scossoni. All'inizio pensavo ad una coincidenza, poi l'ho chiamata fatalità.

Oggi, il fatto che questa persona sia arrivata a Spotorno per lavoro questa settimana, lo chiamo destino.