07 agosto, 2015
09 luglio, 2012
02 maggio, 2011
CON UN FILO DI MAL DI TESTA...
Il mio adorato carnevale, a Venezia.
Roma e la clamorosa vittoria di Italia su Francia, a rugby.
Le ore di lavoro non stop prima e dopo il congresso.
Il lago di Como con gli amici di una vita e loro due, che si stanno per sposare.
Una giornata di risate, focaccia al formaggio e amici a Recco... che sta cambiando la mia vita.
Euroflora con chi mi è venuto a trovare da Torino, e senza riuscire a contenere la gioia.
Il royal wedding guardato nel mio ex ufficio, bevendo berlucchi rosè con delle amiche strepitose.
..e tante, ma tante altre cose che mi dico: Verdina, lo sai di essere fortunata?
Verdina lo sa, Ele invece un pò si lamenta sempre.
24 febbraio, 2011
AUGURI
E anche giocherellone, a modo tuo. Specialmente con i poveri gatti che ti passavo vicino, vero?
Bau, Cesare
Mi manchi.
18 febbraio, 2011
IO LA BUTTO Lì
http://www.museodelnovecento.org
Ecco, io l'ho scritto.
Chi mi accompagna?
14 febbraio, 2011
PATURNIE
Che tanto un punto c'è sempre, c'è poco da dire.
Oggi isterizzo, sono inquieta, lievemente infastidita, grandemente esagitata.
Mi alzo continuamente dalla sedia, cammino avanti e indietro in ufficio, rispondo al telefono stando in piedi e la sfortunata collega che mi ha preso la penna (la mia penna preferita!) dalla scrivania ha rischiato che le staccassi la mano. A morsi.
Ho continuamente fame, salvo poi farmela passare appena penso a cosa mangerei.
Ho bevuto litri di tea, che in effetti con tutta quella teina, non hanno giovato.
Scrivo mail sconnesse a Bollicina e mi stra frullando sempre di più l'idea di alzare i tacchi et voilà, uscire dall'ufficio, che tanto oggi di concentrazione nemmeno l'ombra.
E no, non centra nulla SanValentino (Ah Vale,amica mia, auguri di buon onomasticoooo).
Non è nemmeno colpa di questo tempo piovoso e infame anche se, va da sè, preferirei un bel sole luminoso.
E' che a Verde oggi proprio gli girano.
E magari, quando ammetterà il perchè, un pò le passerà.
Magari.
AUGURI, A CHIUNQUE SI SENTA UN TOP ;)
Sei la discografia dei Radiohead
Sei il breakfast quando te lo portano al bed
Sei il sacro e il profano
il vaccino e il richiamo
Sei il re della foresta
quell’ora prima di andare a una festa
sei la quiete, la mia tempesta,
Tu sei il Top
Sei la meta e la metà
la parte per il tutto,
il Tuttosport, il tuttosommato,
la vodka sul gelato,
il fritto misto, il vitello tonnato,
Sei l’aria distratta che mi ha innamorato,
Sei quando siamo sul più bello
la terza corda del violoncello
l’estate scorsa a Castiglioncello,
Tu sei il Top
sei la mia misura,
sei una small-un’extralarge senza paura,
sei attillata al mio cuore
plissettata ai miei sensi
ricamata nei miei ricordi
sei Ugo Tognazzi, sei Alberto Sordi…
sei l’ora che volge al desìo
l’ipotesi ch’esista un dio
la certezza che esisto anch’io…
Tu sei Top
Sei le intuizioni di Carmelo Bene
la sua distanza dai delitti e dalle pene
dalla gente per bene
da chi ti regala un osso, chi ti regala un rene,
l’elettorato che si astiene…
Sei l’acquolina e la sazietà
l’età di mezzo, la varietà,
Sei un capriccio di Paganini,
Raimondo Vianello…la Mondaini…
Sei quando piove tra via Roma e via Mazzini.
[...]
Michele di Mauro - Tu sei il Top.
05 gennaio, 2011
2011...Butto, e tengo!
Il 2011 è arrivato prendendomi un po’ in contropiede, mentre mi trovavo in un terrazzo, a Torino, da cui vedevo la Mole e tre diversi angoli del cielo in cui esplodevano fuochi d’artificio, che sono la mia passione.
Ho sorriso, abbracciato, augurato e salutato.
Poi ho guardato di nuovo quel cielo buio e al tempo stesso colorato e ho buttato…
…le notti insonni passate a ricordarmi di respirare e a convincermi che c’ero ancora, sotto tutto quel dolore, quella rabbia, quell’apatia.
Le litigate assolutamente stupide, con RagazzoArcobaleno,la mattina, per aver offeso la sua sensibilità (mon dieu, e che sensibilità) con il mancato utilizzo della caffettiera, per aver mangiato la pizza senza di lui... per aver riso (forse!) senza di lui.
La sensazione di vuoto quanto incrocio un paio di occhi marroni, dolci e teneri come solo quelli del NonCaneCesare sapevano essere.
I momenti in cui in ufficio mi sentivo inquieta, intrappolata in un ruolo che non mi piaceva, e che ogni giorno mi lasciava un po’ meno orgogliosa di me stessa.
Le ore passate a chiedermi se, ma, potessi e a far girare l’idea di un mio futuro attorno all’AdoneD’Ebano, e poi scoprire che lui aveva più paura di me.
Guardare alcuni amici, e non riconoscerli più.
Il cuore in gola nel sentire la terra tremare, e alzare lo sguardo verso quel pezzo di terra che sprofonda nel mare facendoti infinitamente piccola e fragile.
L’interminabile viaggio in treno verso casa, per arrivare comunque troppo tardi e poter solo abbracciare PapàVerdino mentre mi diceva che NonnaLucy non c’era più.
La notizia che L’OrsoBuono ha un male che non guarirà
Invece mi tengo, stretta stretta…
Gli amici di sempre, e quelli da poco scoperti. Quelli che ho ritrovato, e quelli che ho conosciuto di più. Quelli che mi hanno accolta, mi hanno ascoltata e qualche volta anche rimproverata.
Le risate, i colori e i profumi di Vulcano e della sua gente, in una vacanza di sole che mi ha ridato me stessa.
L’emozione nel firmare l’atto di casa mia, il ricordo del pomeriggio passato a guardare pantoni con PittoreMagico e Bollicina, l’indecisione che ancora mi perseguita nel scegliere la cucina e le persone care che hanno festeggiato in tutti modi, con me.
Il matrimonio di GialloL’Artista e PassionePerlaterra in un week end di sole, e i bambini della mia vita: il primo sorriso di Gaia, al di là di un vetro dell’ospedale e la prima volta che l’ho tenuta in braccio, con il suo profumo di latte e cose buone. Cosino che mi prepara un tappeto di serpenti e si nasconde dietro alla porta, ridendo malandrino e SorrisoLargo che gioca con me, sul tappeto, con qualsiasi cosa...
Mi tengo il tramonto del giorno del mio compleanno, passato a brindare con Bollicina in un posto magico e poi gli abbracci, i sorrisi di tutti gli amici che mi aspettavano per festeggiare.
L’ultimo giorno del mio lavoro, nonostante le lacrime, il magone che nn se ne andava e la sensazione di perdere un pezzetto di me. E il primo giorno del nuovo lavoro: l'entusiasmo, le mille cose da imparare e quei pacchetti colorati sulla scrivania.
Mi tengo infine le francesine tacco 10 che adoro (anche se mi uccidono le caviglie), i capelli neri che mi son piaciuti un sacco (anche se è ora di cambiare) e il vaso (enorme) in cui ho raccolto i tappi (molti) dei brindisi più significativi dell'anno...giochiamo a chi indovina quanti sono?? ;)
BUON ANNO, A TUTTI VOI CHE PASSATE DI QUA...
P.S....Vorrei anche buttare (ma non posso) le 44 fottutissime rate dell’amministrazione che hanno pensato bene di deliberare dopo un mese che ho comprato casa.
16 novembre, 2010
IL MIO ULTIMO GIORNO DI LAVORO E' ANDATO COSI'
…perché mi son svegliata alle 7 e sono rimasta un’ora a letto, rovistando tra le immagini che avevano popolato la mia notte, il NonCaneCesare che giocava con me in un prato verde, il volto sciupato di un AdoneD’Ebano davanti al quale piangevo sconsolata, e un ArchitettoBelloBello sulle gambe del quale mi sedevo a chiacchierare con una ritrovata felicità. Volevo fosse una giornata speciale in tante piccole cose, e così non ho preso l’autobus, né la vespetta ma mi son messa gli stivali comodi e ho passeggiato sotto la pioggia fin laggiù, al mio ufficio, in una mattina che mi sembrava senza tempo e senza spazio, ascoltando musica dai ritmi caldi e dalla lingua sconosciuta. Mi sono presa il tempo di pensare che camminavo verso il mio ultimo giorno di lavoro, verso l’ultima volta in cui avrei aperto quell’ufficio e verso un’amica che mi aspettava sorridente per colazione, come avevamo fatto tutte le mattine da quando ci conosciamo. Insomma volevo essere preparata, per contrastare la tristezza che inevitabilmente mi avrebbe assalito.
Poi, quando sono arrivata, ho trovato ad aspettarmi il PortiereBaffuto che canticchiava “piangeranno i ragazzi, piangeranno perché Eleonora se ne andrà” e gli ho chiesto, per pietà, di non farmi piangere subito che erano solo le nove del mattino e sarebbe stata una giornata lunga. E ho trovato Bollicina che mi aspettava già, con il bollitore sul fuoco e un vassoio di pastine di un posto nuovo, per rendere speciale questo inizio giornata.
Abbiamo scelto di passare la pausa pranzo in un posto che ci è caro, dall’atmosfera che sa di casa e dove il cameriere che ci conosce per nome e ci accoglie con un abbraccio, strizza l’occhiolino mentre passa il pane e l’olio perché sa quanto ci piace mangiarne un po’, mentre aspettiamo. Non ci siamo fatte mancare nulla: il brindisi con il rosso che ci piace tanto, la fettina ti torta cosparsa di cioccolato caldo nel tavolino proprio lì, vicino al bancone, e la coppetta di noccioloso (il gusto dei gusti?!) condivisa in una gelateria vuota, guardando fuori il cielo grigio del 15 di novembre.
Buffo lavorare senza un momento di sosta tutto il pomeriggio, e ogni tanto stupirsi perché non te lo aspetti nel tuo ultimo giorno di lavoro, di avere ancora così tanto da fare e da sistemare. Ma poi è stato bello andare a comprare la focaccia da Angelo, stappare un rosè con il capo e il PortiereBaffuto e brindare tutti insieme, sentendosi dire “tanto un ufficio così bello e un capo così bello non ce l’avrà lì, dove va ora” e avendo il coraggio di dire “mi mancherete tanto”. È stato un momento speciale anche scoppiare a piangere con Bollicina, rivelando la maturità di una treenne che fa i capricci e che chiede continue rassicurazioni.
E’ stata una giornata speciale che è finita così, inserendo l’allarme e chiudendo la porta.
Poi mi sono girata e allontanata da un ufficio che, in questi 3 anni, ho considerato un po’ “casa”.
Sì, il mio ultimo giorno di lavoro è andato così.
Quello che ancora non so è come andrà domani, il primo giorno del mio nuovo lavoro.
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22 ottobre, 2010
BOLLICINA B-DAY
“Shhh… Bollicina??” – chiamo sottovoce facendo capolino da dietro al monitor – “Cucu!”- grido quando lei sposta i suoi occhi chiari su di me.
Scoppiamo a ridere. Ok, la bottiglia di Rosè che ci siamo fatte a pranzo aiuta, ma so che non è solo per questo che ridiamo in questa giornata di sole caldo e vento leggero, che guarda caso è il giorno del tuo compleanno.
“Ti prego ti prego ti prego!”- dice tra le risate – “parla poco, altrimenti finisce che il capo ci becca!”.
“Insomma Bollicina, e basta riprendermi” – faccio la finta offesa- “è stata tua l’idea del pic nic per festeggiare. Mica è colpa mia se pic nic fa rima con cin cin! Cioè ecco, per me fa rima e non mi contraddire…"
Cara Bollicina,
so che la giornata del tuo compleanno (e nota quanto sono brava e delicata e sensibile nell’evitare di citare la tua data di nascita…che sei più giovane di me di ben 4 anni!!) non è stata proprio come la desideravi. So che quelle ombre che ogni tanto offuscavano il tuo sguardo e ti facevano scoppiare il mal di testa resteranno per sempre legate a quella giornata.
Però spero tanto che, dopo un po’, ti rimangano anche alcuni buffi ricordi.
Vogliamo parlare del nostro PortiereBaffuto che, grande e grosso, ti accoglie al mattino cantando Happy Birthday e appena inizi a salire le scale mi citofona per avvisarmi del tuo arrivo e darmi così il tempo di accenderti le candeline?.
O del Capo che finge di assaggiare appena la fetta di torta con la candelina che gli hai portato, e appena ce ne andiamo si mangia anche le briciole?.
E, scusa, dove la mettiamo la scena di me e te che, appollaiate sulla Nave Italia sotto un sole che nemmeno a Luglio, brindiamo e mangiamo cosine light come pizza, focaccia di patate e stracchino e dolcetto guardiamo il mozzo che sotto di noi, pulisce la barca? Poi va beh, ci sono anche io che mi convinco che il tipo si chiama Luca e ogni tanto bercio senza ritegno "Lucaaaaaa, ehi tu:Luca!" tanto per vedere se si gira, e ovviamente attiro l'attenzione di tutto il molo ma non la sua... ma che importa, io lo facevo per ridere, che tanto il mozzo avrà avuto si e nò 20 anni...
Io li terrò cari questi ricordi, Bollicina. E anche se il prossimo 20 ottobre non saremo nello stesso ufficio, so che un modo per festeggiare insieme lo troveremo.
Ma quanto ti voglio bene te l’ho mai scritto qui sul mio blogghino, dove scrivo tutte le cose importanti?
Buona, fantastica, meravigliosa vita Bollicina!
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18 ottobre, 2010
PARTENZE
13 ottobre, 2010
CHE TEMPI...
Cara NonnaIna,
ti ho pensato tanto ieri sera mentre guardavo a bocca aperta in televisione le immagini che arrivavano dallo stadio di questa bellissima città in cui vivo.
Ho pensato a te, ai tuoi 85 anni e a quanto dovevi essere impreparata quando a soli 6 anni sei rimasta senza un papà e hai fatto da sorella maggiore ai tuoi 5 fratelli. Ho pensato a quanto hai lavorato facendo la mondina, occupandoti del negozio di alimentari, e arrivando anche ad aiutare il nonno ad aggiustare biciclette. E ho pensato alla tua grande forza che ti fa vivere in quella grande casa tanto vuota da quando NonnoValin non c’è più. E guardando quell’idiota seduto su un parapetto tagliare le reti di protezione, vilmente mascherato con un passamontagna ho pensato a te che sempre più spesso mi guardi con i tuoi occhi azzurri tanto simili ai miei e mi dici in dialetto di stare attenta: “Perché zé tempi bruti questi”. Ho sentito nella testa la tua voce quando mi chiedi:“Perchè go da vivere in ‘sto mondo ‘desso? Mi no ‘o capisso più, ghe zé tanta brutta gente. Non gera cussì na volta, el mondo zé maeà.”
E ti ho capita, anche se ogni volta che mi dici così io nicchio e ti dico che questi discorsi non li voglio sentire.
Però questa mattina mi sono svegliata, cara NonnaIna, e mentre facevo il caffè ho sentito degli applausi in televisione. E ho guardato.
Ho visto una capsula d’acciaio uscire dalla terra riportando alla quotidianità persone che mentre facevano il loro umile lavoro hanno rischiano di morire. Ho sorriso, emozionata,e ti ho pensata di nuovo.
Ho pensato che quando tornerò a casa il prossimo week end voglio abbracciarti forte. E dirti che ci sono ancora tante persone belle in questo mondo. E forse è vero, ai tuoi tempi certe cose erano più facili, la gente era più semplice e tante cose stupide come la follia messa in scena al Luigi Ferraris di ieri sera non succedevano. Ma se fossimo rimasti ai tuoi tempi quei 33 minatori cileni sarebbero inevitabilmente morti e non ci sarebbe stato modo di tirarli fuori dalla miniera in cui erano rimasti intrappolati.
E voglio dirti che è per questa parte di realtà, per questi progressi, per questa gente buona che sono contenta di vivere nei “miei tempi”.
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16 settembre, 2010
LETTERA AL COSMO
04 settembre, 2010
AUGURI RACHEL
19 agosto, 2010
VULCANITE
10 agosto, 2010
ON HOLIDAY
16 luglio, 2010
HO
15 giugno, 2010
HO SCELTO DI BALLARE
14 giugno, 2010
ALTERNATIVE
24 maggio, 2010
THE DAY
"No papy, sono solo un pò stanca. E' stato un we meraviglioso ma un pò faticoso"- affermavo io.
"Ah Ok. E' che mi sembravi pensierosa" - rincarava lui.
"Ti dico di no, è tutto a posto davvero" - insistevo io, cominciando un filo ad innervosisrmi.
Perchè io, ieri, ero tranquillissima.
Avevo trascorso delle giornate incantevoli che mi rimarranno nella memoria per sempre. Avevo cenato con persone nuove, brindato con amici per un compleanno, assistito con un filo di lacrime al matrimonio di un amica e riso tra le braccia di colui che in questo momento mi fa sorridere solo dicendomi ciao.
Ma forse PapàVerdino un pò mago lo è.
Perchè io oggi, invece, tranquilla non lo sono per nulla.
Ho il cuore che batte forte ogni volta che il mio sguardo si posa su quell'atto di vendita che ho letto decine di volte, ho la gamba che ballonzola senza tregua da quando mi son seduta alla scrivania questa mattina, e la capacità di concentrazione di un criceto giamaicano in vacanza in svizzera.
Ecco sì.
Oggi Verdina compra casa.
Ma soprattutto ripensa a questi ultimi dieci mesi con occhi nuovi, gli stessi con cui guarda avanti.
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