02 maggio, 2011
CON UN FILO DI MAL DI TESTA...
Il mio adorato carnevale, a Venezia.
Roma e la clamorosa vittoria di Italia su Francia, a rugby.
Le ore di lavoro non stop prima e dopo il congresso.
Il lago di Como con gli amici di una vita e loro due, che si stanno per sposare.
Una giornata di risate, focaccia al formaggio e amici a Recco... che sta cambiando la mia vita.
Euroflora con chi mi è venuto a trovare da Torino, e senza riuscire a contenere la gioia.
Il royal wedding guardato nel mio ex ufficio, bevendo berlucchi rosè con delle amiche strepitose.
..e tante, ma tante altre cose che mi dico: Verdina, lo sai di essere fortunata?
Verdina lo sa, Ele invece un pò si lamenta sempre.
18 febbraio, 2011
IO LA BUTTO Lì
http://www.museodelnovecento.org
Ecco, io l'ho scritto.
Chi mi accompagna?
14 febbraio, 2011
PATURNIE
Che tanto un punto c'è sempre, c'è poco da dire.
Oggi isterizzo, sono inquieta, lievemente infastidita, grandemente esagitata.
Mi alzo continuamente dalla sedia, cammino avanti e indietro in ufficio, rispondo al telefono stando in piedi e la sfortunata collega che mi ha preso la penna (la mia penna preferita!) dalla scrivania ha rischiato che le staccassi la mano. A morsi.
Ho continuamente fame, salvo poi farmela passare appena penso a cosa mangerei.
Ho bevuto litri di tea, che in effetti con tutta quella teina, non hanno giovato.
Scrivo mail sconnesse a Bollicina e mi stra frullando sempre di più l'idea di alzare i tacchi et voilà, uscire dall'ufficio, che tanto oggi di concentrazione nemmeno l'ombra.
E no, non centra nulla SanValentino (Ah Vale,amica mia, auguri di buon onomasticoooo).
Non è nemmeno colpa di questo tempo piovoso e infame anche se, va da sè, preferirei un bel sole luminoso.
E' che a Verde oggi proprio gli girano.
E magari, quando ammetterà il perchè, un pò le passerà.
Magari.
16 novembre, 2010
IL MIO ULTIMO GIORNO DI LAVORO E' ANDATO COSI'
…perché mi son svegliata alle 7 e sono rimasta un’ora a letto, rovistando tra le immagini che avevano popolato la mia notte, il NonCaneCesare che giocava con me in un prato verde, il volto sciupato di un AdoneD’Ebano davanti al quale piangevo sconsolata, e un ArchitettoBelloBello sulle gambe del quale mi sedevo a chiacchierare con una ritrovata felicità. Volevo fosse una giornata speciale in tante piccole cose, e così non ho preso l’autobus, né la vespetta ma mi son messa gli stivali comodi e ho passeggiato sotto la pioggia fin laggiù, al mio ufficio, in una mattina che mi sembrava senza tempo e senza spazio, ascoltando musica dai ritmi caldi e dalla lingua sconosciuta. Mi sono presa il tempo di pensare che camminavo verso il mio ultimo giorno di lavoro, verso l’ultima volta in cui avrei aperto quell’ufficio e verso un’amica che mi aspettava sorridente per colazione, come avevamo fatto tutte le mattine da quando ci conosciamo. Insomma volevo essere preparata, per contrastare la tristezza che inevitabilmente mi avrebbe assalito.
Poi, quando sono arrivata, ho trovato ad aspettarmi il PortiereBaffuto che canticchiava “piangeranno i ragazzi, piangeranno perché Eleonora se ne andrà” e gli ho chiesto, per pietà, di non farmi piangere subito che erano solo le nove del mattino e sarebbe stata una giornata lunga. E ho trovato Bollicina che mi aspettava già, con il bollitore sul fuoco e un vassoio di pastine di un posto nuovo, per rendere speciale questo inizio giornata.
Abbiamo scelto di passare la pausa pranzo in un posto che ci è caro, dall’atmosfera che sa di casa e dove il cameriere che ci conosce per nome e ci accoglie con un abbraccio, strizza l’occhiolino mentre passa il pane e l’olio perché sa quanto ci piace mangiarne un po’, mentre aspettiamo. Non ci siamo fatte mancare nulla: il brindisi con il rosso che ci piace tanto, la fettina ti torta cosparsa di cioccolato caldo nel tavolino proprio lì, vicino al bancone, e la coppetta di noccioloso (il gusto dei gusti?!) condivisa in una gelateria vuota, guardando fuori il cielo grigio del 15 di novembre.
Buffo lavorare senza un momento di sosta tutto il pomeriggio, e ogni tanto stupirsi perché non te lo aspetti nel tuo ultimo giorno di lavoro, di avere ancora così tanto da fare e da sistemare. Ma poi è stato bello andare a comprare la focaccia da Angelo, stappare un rosè con il capo e il PortiereBaffuto e brindare tutti insieme, sentendosi dire “tanto un ufficio così bello e un capo così bello non ce l’avrà lì, dove va ora” e avendo il coraggio di dire “mi mancherete tanto”. È stato un momento speciale anche scoppiare a piangere con Bollicina, rivelando la maturità di una treenne che fa i capricci e che chiede continue rassicurazioni.
E’ stata una giornata speciale che è finita così, inserendo l’allarme e chiudendo la porta.
Poi mi sono girata e allontanata da un ufficio che, in questi 3 anni, ho considerato un po’ “casa”.
Sì, il mio ultimo giorno di lavoro è andato così.
Quello che ancora non so è come andrà domani, il primo giorno del mio nuovo lavoro.
.
22 ottobre, 2010
BOLLICINA B-DAY
“Shhh… Bollicina??” – chiamo sottovoce facendo capolino da dietro al monitor – “Cucu!”- grido quando lei sposta i suoi occhi chiari su di me.
Scoppiamo a ridere. Ok, la bottiglia di Rosè che ci siamo fatte a pranzo aiuta, ma so che non è solo per questo che ridiamo in questa giornata di sole caldo e vento leggero, che guarda caso è il giorno del tuo compleanno.
“Ti prego ti prego ti prego!”- dice tra le risate – “parla poco, altrimenti finisce che il capo ci becca!”.
“Insomma Bollicina, e basta riprendermi” – faccio la finta offesa- “è stata tua l’idea del pic nic per festeggiare. Mica è colpa mia se pic nic fa rima con cin cin! Cioè ecco, per me fa rima e non mi contraddire…"
Cara Bollicina,
so che la giornata del tuo compleanno (e nota quanto sono brava e delicata e sensibile nell’evitare di citare la tua data di nascita…che sei più giovane di me di ben 4 anni!!) non è stata proprio come la desideravi. So che quelle ombre che ogni tanto offuscavano il tuo sguardo e ti facevano scoppiare il mal di testa resteranno per sempre legate a quella giornata.
Però spero tanto che, dopo un po’, ti rimangano anche alcuni buffi ricordi.
Vogliamo parlare del nostro PortiereBaffuto che, grande e grosso, ti accoglie al mattino cantando Happy Birthday e appena inizi a salire le scale mi citofona per avvisarmi del tuo arrivo e darmi così il tempo di accenderti le candeline?.
O del Capo che finge di assaggiare appena la fetta di torta con la candelina che gli hai portato, e appena ce ne andiamo si mangia anche le briciole?.
E, scusa, dove la mettiamo la scena di me e te che, appollaiate sulla Nave Italia sotto un sole che nemmeno a Luglio, brindiamo e mangiamo cosine light come pizza, focaccia di patate e stracchino e dolcetto guardiamo il mozzo che sotto di noi, pulisce la barca? Poi va beh, ci sono anche io che mi convinco che il tipo si chiama Luca e ogni tanto bercio senza ritegno "Lucaaaaaa, ehi tu:Luca!" tanto per vedere se si gira, e ovviamente attiro l'attenzione di tutto il molo ma non la sua... ma che importa, io lo facevo per ridere, che tanto il mozzo avrà avuto si e nò 20 anni...
Io li terrò cari questi ricordi, Bollicina. E anche se il prossimo 20 ottobre non saremo nello stesso ufficio, so che un modo per festeggiare insieme lo troveremo.
Ma quanto ti voglio bene te l’ho mai scritto qui sul mio blogghino, dove scrivo tutte le cose importanti?
Buona, fantastica, meravigliosa vita Bollicina!
.
18 ottobre, 2010
PARTENZE
13 ottobre, 2010
CHE TEMPI...
Cara NonnaIna,
ti ho pensato tanto ieri sera mentre guardavo a bocca aperta in televisione le immagini che arrivavano dallo stadio di questa bellissima città in cui vivo.
Ho pensato a te, ai tuoi 85 anni e a quanto dovevi essere impreparata quando a soli 6 anni sei rimasta senza un papà e hai fatto da sorella maggiore ai tuoi 5 fratelli. Ho pensato a quanto hai lavorato facendo la mondina, occupandoti del negozio di alimentari, e arrivando anche ad aiutare il nonno ad aggiustare biciclette. E ho pensato alla tua grande forza che ti fa vivere in quella grande casa tanto vuota da quando NonnoValin non c’è più. E guardando quell’idiota seduto su un parapetto tagliare le reti di protezione, vilmente mascherato con un passamontagna ho pensato a te che sempre più spesso mi guardi con i tuoi occhi azzurri tanto simili ai miei e mi dici in dialetto di stare attenta: “Perché zé tempi bruti questi”. Ho sentito nella testa la tua voce quando mi chiedi:“Perchè go da vivere in ‘sto mondo ‘desso? Mi no ‘o capisso più, ghe zé tanta brutta gente. Non gera cussì na volta, el mondo zé maeà.”
E ti ho capita, anche se ogni volta che mi dici così io nicchio e ti dico che questi discorsi non li voglio sentire.
Però questa mattina mi sono svegliata, cara NonnaIna, e mentre facevo il caffè ho sentito degli applausi in televisione. E ho guardato.
Ho visto una capsula d’acciaio uscire dalla terra riportando alla quotidianità persone che mentre facevano il loro umile lavoro hanno rischiano di morire. Ho sorriso, emozionata,e ti ho pensata di nuovo.
Ho pensato che quando tornerò a casa il prossimo week end voglio abbracciarti forte. E dirti che ci sono ancora tante persone belle in questo mondo. E forse è vero, ai tuoi tempi certe cose erano più facili, la gente era più semplice e tante cose stupide come la follia messa in scena al Luigi Ferraris di ieri sera non succedevano. Ma se fossimo rimasti ai tuoi tempi quei 33 minatori cileni sarebbero inevitabilmente morti e non ci sarebbe stato modo di tirarli fuori dalla miniera in cui erano rimasti intrappolati.
E voglio dirti che è per questa parte di realtà, per questi progressi, per questa gente buona che sono contenta di vivere nei “miei tempi”.
.
16 settembre, 2010
LETTERA AL COSMO
04 settembre, 2010
AUGURI RACHEL
16 luglio, 2010
HO
24 maggio, 2010
THE DAY
"No papy, sono solo un pò stanca. E' stato un we meraviglioso ma un pò faticoso"- affermavo io.
"Ah Ok. E' che mi sembravi pensierosa" - rincarava lui.
"Ti dico di no, è tutto a posto davvero" - insistevo io, cominciando un filo ad innervosisrmi.
Perchè io, ieri, ero tranquillissima.
Avevo trascorso delle giornate incantevoli che mi rimarranno nella memoria per sempre. Avevo cenato con persone nuove, brindato con amici per un compleanno, assistito con un filo di lacrime al matrimonio di un amica e riso tra le braccia di colui che in questo momento mi fa sorridere solo dicendomi ciao.
Ma forse PapàVerdino un pò mago lo è.
Perchè io oggi, invece, tranquilla non lo sono per nulla.
Ho il cuore che batte forte ogni volta che il mio sguardo si posa su quell'atto di vendita che ho letto decine di volte, ho la gamba che ballonzola senza tregua da quando mi son seduta alla scrivania questa mattina, e la capacità di concentrazione di un criceto giamaicano in vacanza in svizzera.
Ecco sì.
Oggi Verdina compra casa.
Ma soprattutto ripensa a questi ultimi dieci mesi con occhi nuovi, gli stessi con cui guarda avanti.
.
.
19 maggio, 2010
MENO CINQUE
SfegatataRugbista e Sendi compieranno gli anni.
Diamantifera festeggerà il suo anniversario di matrimonio.
GialloL'Artista e PassionePerLaTerra voleranno verso il loro viaggio di nozze.
Io...
Io sarò davanti ad un notaio.
Firmerò un atto con cui comprerò casa.
La mia prima casa.
A Genova.
Sospiro.
21 aprile, 2010
CIRIMANNAGGIOLA
In tutti i sensi.
Fisicamente, perchè ogni tanto vado in apnea, come mi è successo l'altra sera a yoga. Ed emotivamente, perchè sono di corsa, molto di corsa.
C'è una certa cosa che sta andando in porto, e di cui ancora non posso parlare qui. Però tenete le dita incrociate per me, e presto vi racconterò tutto.
Ma al di là del fiato, oggi è una data da festeggiare.
Perchè sono OTTO ANNI che mi son trasferita a Genova. Sembra un'eternità. E' un'eternità.
E perchè a tanti km da qui, ma assolutamente vicino al mio cuore, LadyD ha fatto un sorriso, ha varcato la porta del negozio in cui lavora e ha consegnato la sua lettera di licenziamento. Poi è uscita, e ha fatto una telefonata. Quella con cui ha accettato un nuovo lavoro.
Ecco sì, oggi sarebbe proprio una giornata da festeggiare.
.
12 aprile, 2010
OUT OF ORDER
Sì, è il soffitto del mio bagno quello… ma io che ci faccio nella vasca da bagno? Non c’è nemmeno l’acqua…
Ah, ci sono pure i GenitoriVerdini inginocchiati in fianco a me… che strano sogno… e come mai son bianchi come cenci? Uhm... ma non stanno scomodi? E perché non li sento parlare?
Siamo al numero 74, sì sì, quello lì!
Ma con chi sta parlando Papà Verdino al telefonino?...Ohi mamma cavolo non mi stringere così le mani che mi fai male…
Va bene scendo in strada!
Ci ho messo un po’ mercoledì notte a capire che non era un sogno, quello nel bagno.
Era vero.
Mi ero alzata nel cuore della notte perché non mi sentivo bene e mi son trovata sdraiata lì, nella vasca da bagno senz’acqua, con i genitori Verdini preoccupati come non mai e tre baldi giovani della croce d’oro che entravano nel mio microscopico bagno, mi caricavano in un'ambulanza e mi portavano all'ospedale.
Come ci siamo stati in 6, lì dentro, ancora non mi è chiaro.
Qualche curva dopo, un'infinità di vomitate dopo, ma decisamente ancora troppo presto per i miei gusti, ho incontrato la dottoressa più antipatica del mondo.
"Come si sente?"
"Mi vien da vomitare"
"Le fa male la testa?"
"Non lo so, è che mi vien da vomitare..."
"Mi faccia guardare, che svenendo di colpo come è successo a lei la prima cosa da verificare è se si è procurata qualche lesione."
"Io veramente…vorrei vomitare… "
"Tutto ok. Intanto che le mettono la flebo lei mi dia un po’ di informazioni. "
"Flebo? No scusi aspetti un attimo che io c’ho la fobia degli aghi e se ci penso mi prende male di nuovo eh..."
"Tranquilla, tanto quello che le lasciamo nel braccio poi è tutta plastica"
Se non fossi già svenuta credo lo avrei fatto in quel momento.
"Fuma?"
"No"
"E’ incinta?"
"Ecco, no…"
"Ma le vien da vomitare?"
"Si!"
"Allora non lo può escludere"
"Eh?
"Di essere incinta, intendo!"
"Scusi ma..devo vomitare!"
"Uhm, vediamo: beve? "
"Bè dipende… "
"Come dipende???"- si agita subito MammaVerdina
"Scusi Lei, ma se vuole stare qui - dice impettita la dottoressa- deve stare in silenzio. Le domande le faccio io. Allora, come dipende?"
Io, una notte così, nemmeno se l'avessi sognata me la sarei mai immaginata.
01 aprile, 2010
CI CREDI AGLI OROSCOPI?
Sono stata a cena dai miei vicini di casa, accompagnando con del Pinot grigio fave e salame, melanzane deliziose e macaedonia di fragole. Con loro ho riso, tanto.
Oggi ho mangiato un panino al farro con della lonza al tartufo strepitosa, chiacchierando con LaRosina nel suo studio, cercando di non saltellare troppo perchè non si dice ad una ragazza chic. Ma mica ci sono riuscita!
E ora, dopo una mattinata di cielo nero, lampi e diluvio, è uscito il sole. Con un tempismo perfetto per l'Easter Party che ho organizzato con gli amici. Mi son fatta prendere la mano e dovremmo essere quasi una trentina, in golosa attesa di divorare un pò di colombe al pistacchio di bronte.
Nella mia mail arriva l'oroscopo di domani, che recita così:
Vergine,
Dopo parecchio tempo riceverai una comunicazione che ti rendera' euforica. In ambito lavorativo, gli impegni risultano essere veramente tanti e la stanchezza si fara' sentire. In amore, dovrai evitare i toni accesi se vuoi passare una serata in piena armonia.
Allora, mettiamo i puntini sulle i.
Euforica io lo sono da ieri sera!!!!!!!!!!!!!!!!!!
.
17 marzo, 2010
NON TROVO LE FORZE
Mi son svegliata già stanca.
Che dite, vitamine?
.
16 marzo, 2010
IL GIORNO DELLE PRIME VOLTE
"Bene direi, a parte che sono appena tornata dalla piscina, devo ancora fare colazione… e sono già le 11!"
"Se ti proponessi colazione con focaccia di Recco?"
"Bollicina, ti direi una sola cosa: a che ora arrivo??"
"Con una giornata così bisogna assolutamente andare a Camogli, passiamo da Recco, agguantiamo la focaccia e si và"
C’era un sole strepitoso sabato. Un cielo limpido e l’aria tiepida.
Ero stata in piscina, avevo nuotato e desiderato ardentemente di sentirmi in pace con il mondo. Quale migliore occasione? La focaccia, in quel mitico negozietto semi nascosto di Recco, al nostro arrivo era praticamente finita, ma un mini aperitivo con mezzo bicchiere di Rorsè e l’ultimo pezzetto di focaccia al formaggio che avevo trovato in negozio siamo comunque riuscite a farlo.
"Se ci danno quel tavolo, con vista mare e passeggiata di Camogli che dici, pranziamo lì?"
"Bè certo, non ci siamo ancora state, possiamo esprimere un desidero…"
"Verdina, ma questo ti sembra una buon criterio per scegliere un locale?"
"Uff come la fai difficile… Tagliata di tonno?"
"E una mezza bottiglia di vino bianco…."
Pranzare in canottiera sabato è stato magico. Togliersi le scarpe in spiaggia e riuscire pure ad addormentarsi, sublime. Non importavano i sassi a cui, uffa, non sono proprio abituata. C’era solo il mare, il profumo nell’aria e il calore del sole. Finalmente.

La mia mente, però, girava vorticosamente.
Persone. Luoghi. Paure. Voglie. Canzoni.
...dal coma riproverò a riemergere, dalle nebbie mie lisergiche...
E poi ho guardato il sole e ho pensato che deve girare quest’energia, DEVE.
"La prima giornata di sole magnifico. Vale un desiderio Bollicina…"
"Te la tua mania…"
"Se vogliamo essere puntigliosi, c’è anche il primo aperitivo nella terrazza di casa tua…"
"…"
"Il primo pranzo da Soho"
"..."
"E la prima dormita in spiaggia della stagione!"
In realtà, c’è stato anche il primo Pinguino della mia vita.
Ovvero un cono gelato (al pistacchio, che a me piace così) intinto nella cioccolata fusa, che si solidifica istantaneamente.
Sì, è stato solo un giorno.
Ma un giorno con un sacco di prime volte.
.
12 marzo, 2010
JUST A WEEK
che sei a Londra e non ci sentiamo già da due settimane, anche se ti penso quotidianamente e vorrei tanto camminare con te lungo il Tamigi, di sera, guardando le bancarelle colorate come abbiamo fatto a dicembre. Che mi piacerebbe arrivare in quel locale tipicamente english in cui tu hai mangiato uova di quaglia e io il pudding ridendo e versando qualche lacrime perché a entrambe mancava il NonConvivente, anche se in modo diverso.
Tu, che mi conosci come le tue tasche e forse meglio di quanto mi conosca io, lo sai che non ti chiamo in questi giorni perché sono disarmata davanti al momento della vita che stai attraversando, e non so come aiutarti. Nemmeno un po’.
D’altra parte, come te la potrei raccontare questa settimana?
Potrei dirti che è stata una settimana complicata. Ho impiegato un paio di giorni a riprendermi dall’amarezza e dalle responsabilità che mi sento addosso ogni volta che torno a Salzan City. Perchè quando sono lì mi prende la sindrome di Giovanna d’Arco e mi dico che se, forse, fossi lì sarebbe tutto diverso. Magari i GenitoriVerdini non litigherebbero, magari si sentirebbero un po’ sollevati, magari li potrei aiutare con le nonne. Magari.
Potrei raccontarti che NonnaLea, la nonna di Alby, è scivolata in un sonno senza fine. Così, senza preavviso alcuno. Il suo sorriso placido, talvolta vacuo e assente, talvolta limpido e sereno, non c’è più. Proprio ora che Alby e sua moglie aspettano un bimbo e ci tenevano così tanto a farla diventare bisnonna. E io, inevitabilmente, mi sono chiesta come starò, quando sarà il sorriso di una delle mie nonne a volare lì, dove non potrò vederlo più.
Potrei spiegarti che in ufficio sono inquieta, intrappolata in un ruolo che non mi piace, che limita le mie ambizioni e che mi lascia ogni giorno un po’ meno orgogliosa di me stessa. E che tutto questo è svanito in un attimo. È bastata una mail. Quando ho letto che Lui, con cui ho scherzato sempre tanto al telefono e che mi scriveva mail di lavoro alle ore più impensabili della notte, è in coma per un brutto incidente mi sono ricordata di quanto siamo piccoli e insignificanti. E di quanto banali siano tutte le mie paturnie.
Potrei raccontarti di come mi son sentita quando ho saputo che una coppia di amici si sono lasciati, e in un batter di ciglia ho rivissuto quel pomeriggio in cui in lacrime Millebolle mi ha portato via dalla NonCasa.
Però potrei anche annunciarti felice di essere stata invitata ad un matrimonio che si terrà tra pochi mesi, di cui sono enormemente contenta perché dimostra come le persone che si amano davvero incontrano delle difficoltà, a volte perdono la strada ma si ritrovano e costruiscono progetti per un futuro d’amore.
Potrei raccontarti che lunedì Bollicina mi ha regalato un mazzo di profumatissime mimose, nonostante sia un fiore che lei non ama, perché sa quanto invece io ci tenessi. E di come questo gesto affettuoso mi abbia riempito il cuore di calore, e reso l'inizio settimana colorato.
Potrei confessarti di aver passato un martedì sera meravigliosamente improvvisato. Di essere andata in un locale tipicamente genovese con Bollicina e aver conosciuto MrFrank, sensibile, arguto e franco. Di aver parlato con leggerezza di cose per me tutt’altro che leggere e di essermi vista per un attimo con gli occhi degli altri. E, te lo dico con una punta d’orgoglio, dovrei ricordarmi un po’ più spesso chi sono. Ci siamo pure concesse un dopo aperitivo a teatro, a vedere una performance scritta da Benni e interpretata da una straripante Angela Finocchiaro, durante la quale abbiamo mangiato Mikado e Twix senza ritegno, mentre pensavo che sarebbe stata una serata perfetta anche per te, che non mi lasci mai sola in questi peccati di gola.
Potrei raccontarti di aver pranzato con SfegatatRugbista, di aver particepato al ginenceo venerdiano da Yuan e di essere andata anche in un locale nuovo, dove ho espresso un desiderio ed assaggiato i ravioli al brasato.
Potrei, ma sai che c'è.
Io ora ti chiamo e non ti racconto niente, ma faccio parlare te.
.
03 marzo, 2010
RANDOM
Ieri sono stata a rifarmi il colore e, annunciatio annunciatio, ho mantenuto il nero. Ho pure mantenuto la lunghezza perchè ok, care amiche, mi avete convinta: proverò a farmeli crescere come non facevo da tempo (ma se poi sembro Morticia degli Addamas mettetevi una mano sulla coscienza).
Lunedì sera, alla lezione di yoga, giuro sulle persone a me care che non ero ubriaca, ma semplicemente molto stanca. Di quella stanchezza mentale che ti fa accartocciare la lingua, confondere le parole e ridere senza motivo. Cioè, almeno a me capita così quando sono infinitamente stanca... avete presente la "ridariola"?
Ah, tanto per puntualizzare, venerdì lavorerò solo mezza giornata e poi andrò in quello di Salzan City. Spero di vedere Bilo & Bea questa volta, e festeggiare con NonnaIna il suo compleanno.
Ieri, oltre che la testa, ho dimenticato il cellulare e sbagliato strada mentre andavo da Shen, per il trattamento di Shiatsu che mi ha tolto il nodo in gola che avevo da sabato. Ma tu, Shen, ti rendi conto di quanto sei bravo?
Oggi piove, ma non è questa la novità. La novità è che uscita dall'ufficio proverò a cimentarmi in una lezione di danza afro. E non ridete, che vi vedo!
Se domani non mi reggerò in piedi, mi dovrò mettere una fascia elastica sulla schiena e venire a lavorare in taxi, bè saprete già il perchè.
.
19 febbraio, 2010
INDISCIPLINATA
Non c'è verso.
Mi alzo, saltello e sbuffo. Canticchio malamente, tamburello con le dita sulla scrivania e guardo continuamente fuori dalla finestra.
Eppure non ho bevuto troppi caffè. Solo uno dopo pranzo. Le tre tazze da mezzo litro di tea non contano vero?
Eppure ho soddisfatto la mia golosità. Due chiacchiere di cui una completamente ricoperta di cioccolato fondente non hanno cointridicazioni vero? Cioè, a parte quelle estremanete OVVIE sulla mia linea già poco linea ma molto più tendente alla forma cilindrica.
Eppure c'è un timidissimo raggio di sole che illumina uno spicchietto di cielo azzurro, ed essendo notariamente metereopatica questo dovrebbe influire positivamente sul mio umore.
Ma non c'è verso.
Deve essere stato il vino di ieri ecco, che mi ha dato alla testa e non l'ho proprio smaltito benissimo, che diciamolo: non c'ho più l'età.
Magari non mi ha aiutato l'essermi addormentata sul divano mentre leggevo, ieri sera, dopo una pizza al gorgonzola e una birra in compagnia. Oppure è il diluvio universale che ha accompagnato il mio risveglio, stamane, e che faceva urlare a tutto il mio essere Rimani a casa oggi!! che vai al lavoro a fare????
No eh? non ci credete?
Fate male.
Queste sono tutte ragioni che mi spingono ad essere estremamente insofferente oggi.
Almeno, sono le ragioni pratiche. Quelle emotive le intuisco, ma non ho molta voglia di affrontarle.
Mi perdonate?