9 anni, come sei grande. Bè, grande lo sei sempre stato.
E anche giocherellone, a modo tuo. Specialmente con i poveri gatti che ti passavo vicino, vero?
Bau, Cesare
Mi manchi.
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24 febbraio, 2011
04 settembre, 2010
AUGURI RACHEL
Poi, il giorno dopo il 35esimo compleanno, Verdina apre il pc per scrivere un post.
E' un post un pò malinconico, un pò tormentato, un pò indeciso.
Ma si imbatte in un video e mentre lo guarda si ritrova con molte lacrime sulle guance e un nodo in gola.
E la sua malinconia, il suo tormento e le sue indecisioni sembrano solo un cumulo di enormi cazzate.
Auguri Rachel, che vivi dall'altro lato del mondo, hai due bimbi e un marito malato di cancro e abbiamo compiuto ieri la stessa età.
Auguri, a tutta la tua famiglia, di una vita felice.
30 marzo, 2010
RISVEGLIO
C’è il sole e, sorridendo, sto correndo con la mia vespetta.
Sul ciglio della strada, con la coda dell’occhio, vedo una macchia nera, a quattro zampe, che scodinzola. Lo sento nel cuore ancor prima che capirlo con la mente che sei tu, il mio cagnone adorato.
Freno, con tutte le mie forze. Freno così di scatto che cado, rovinosamente, a terra. E piango. Piango e rido mentre tu mi saltelli attorno, prendendomi a nasate, mentre io cerco di coccolarti e accarezzarti. I tuoi occhioni marroni mi guardano mentre ti sussurro che mi manchi, quanto maledettamente mi manchi.
Quando mi sveglio non ti sto stringendo, e tu non ci sei più.
Alzo la tapparella e guardo fuori. Il cielo è grigio ma io non lo vedo.
Vedo quegli occhioni marroni che ho sognato.
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Sul ciglio della strada, con la coda dell’occhio, vedo una macchia nera, a quattro zampe, che scodinzola. Lo sento nel cuore ancor prima che capirlo con la mente che sei tu, il mio cagnone adorato.
Freno, con tutte le mie forze. Freno così di scatto che cado, rovinosamente, a terra. E piango. Piango e rido mentre tu mi saltelli attorno, prendendomi a nasate, mentre io cerco di coccolarti e accarezzarti. I tuoi occhioni marroni mi guardano mentre ti sussurro che mi manchi, quanto maledettamente mi manchi.
Quando mi sveglio non ti sto stringendo, e tu non ci sei più.
Alzo la tapparella e guardo fuori. Il cielo è grigio ma io non lo vedo.
Vedo quegli occhioni marroni che ho sognato.
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28 febbraio, 2010
TI SCRIVO PERCHE'
Perché è stata una bella giornata, trascorsa in posti magici, condivisa con persone speciali e piena di risate. Ma poi basta una sciocchezza. Fermarmi in coda al semaforo e vedere nell’auto di fronte a me una testa pelata e una felpa rossa e mi rendo conto che continuo a cercarti attorno a me.
"Per tutta la vita
Andare avanti
Cercare i tuoi occhi negli occhi degli altri
Far finta di niente
Far finta che oggi sia un giorno normale..."
Andare avanti
Cercare i tuoi occhi negli occhi degli altri
Far finta di niente
Far finta che oggi sia un giorno normale..."
Però in giornate così mi costringo a chiudere gli occhi e fare qualche respiro profondo pensando che sono passate le ore in cui non credevo di riuscire a respirare più, sono finiti i giorni in cui confondevo la luce con le tenebre e non osavo addormentarmi per paura di sognarti, e son trascorsi anche i mesi in cui non riuscivo ad entrare in un supermercato senza scoppiare a piangere, e mangiare e cucinare erano cose che non mi appartenevano più.
Sono passati, si, e sto cercando di andare avanti.
"...Un anno che passa
Un anno in salita
Che senso di vuoto
Che brutta ferita
Delusa da te, da me, da quello che non ti ho dato mai..."
Un anno in salita
Che senso di vuoto
Che brutta ferita
Delusa da te, da me, da quello che non ti ho dato mai..."
Ti scrivo perché penso che ci sia ancora tanto di non detto tra di noi. E i tuoi sms, quando l’altro giorno hai lasciato nella portineria del mio ufficio quelle foto a cui tanto tengo, quegli sms in cui mi chiedevi “scusa ancora per il ritardo” mi hanno infastidita.
E anche se ho alzato al massimo il volume della mia canzone dell’allegria, anche se ho festeggiato a pranzo con un bicchiere di bollicine, anche se ho parlato ininterrottamente come non facevo da tempo, non sono riuscita a nascondermi l’eco di quel fastidio che avevo dentro di me.
Perché?
Ho pensato istintivamente c’è ben altro di cui ti devi scusare, ma quella era la rabbia non il fastidio. Quello lo capisco solo ora, è per aver sentito la tua paura di vedermi, di incontrarmi. Lo so che c’è, oh se lo so. Forse lo so più io di quanto te ne renda conto tu.
Vedo indistintamente il tuo tentativo di relegare la mia esistenza e questi nostri 5 anni in un angolo della tua mente, chiuso a chiave, dove pensi che non faccia male.
Bè, fa male a me.
"...Tu non arrabbiarti ma io non ti perdono,
delusa da te, da me, da quello che non mi hai dato mai..."
delusa da te, da me, da quello che non mi hai dato mai..."
Fa male rendermi conto che io non riesco a metterti lì, nell’angolo anestetizzato del mio cervello, per non pensarti. Ma a dirla tutta, preferisco così, e non mi cambierei con te, che hai scelto la strada di un’altra storia, un’altra vita, altre amicizie, altri posti.
Hai mentito a me, certo, un’infinità.
Ma ancor prima a te stesso.
Non si cambia la propria vita come fosse un vestito. E pensare che mi ritenevo fortunata quando stavo con te, perché non nominavi mai la tua ex moglie, e nominavi pochissimo la tua ex convivente.
Che stupida.
Come se non parlare di qualcosa o qualcuno significasse averla superata, compresa, accettata. Ma tu non l’avevi fatto, questo è il problema, le avevi solo relegate in altri pezzettini della tua mente, come stai facendo ora con me. Per questo la tua intransigenza, per questo il tuo non prendere nemmeno in considerazione di costruire qualcosa con me, per questo il tuo essere granitico, la dipendenza dalla tua famiglia, l’attaccamento alla casa, perfino alla tua via. A nulla eri disposto a rinunciare per me. Perché lo avevi già fatto per le altre, e non volevi ferirti più.
"...Le solite scuse
Le solite storie
Bugie
Speranze
A volte l’amore
Mi guardo allo specchio mi trovo diversa, mi trovo migliore..."
Le solite storie
Bugie
Speranze
A volte l’amore
Mi guardo allo specchio mi trovo diversa, mi trovo migliore..."
Per questo sono contenta di non riuscire a fare lo stesso, di non far finta di niente e chiederti scusa per il ritardo delle foto, piuttosto che delle cose importanti che ci sono state.
Io sono diversa.
Son diversa da te, e anche da quella che ero sei mesi fa, e non solo perché mi trucco d’azzurro e ora ho i capelli neri.
Son diversa perché ti ho amato così tanto da voler cambiare per te, con tutte le mie forze. Perché piuttosto che arrabbiarmi con te ho guardato per mesi solo i miei errori, le mie preoccupazioni, il mio non venirti incontro. Ti ho scritto un quaderno interno di mea culpa.
Ma ora che qualche volta riesco ad allontanarmi dalla quella parte di me, quella che soffriva incondizionatamente e vedeva solo le cose che non ti avevo saputo dare mi chiedo, dov’eri tu?
Dov’era il tuo starmi accanto nelle cose importanti per me? dov’era il cerca di capire il mio senso di insicurezza nell’essere la terza donna della tua vita? Dopo tua moglie, la convivente con cui avevi costruito la casa in cui vivevamo. La terza, maledizione, non è un ruolo facile.
Dov’era la tua onestà nel parlarmi francamente di quello che ti mancava? Dov’è stato il tuo amore nell’affrontare i momenti difficili con me piuttosto che iniziare a flirtare con lei?
"...Ferita da me, da te, da quello che non c’è stato mai..."
Ti scrivo perché voglio chiederti scusa, per quello che non ho saputo essere.
E per chiedere scusa a me stessa, per non essere stata in grado di vedere al di là, e fare il giusto cammino con l’uomo che amavo.
Ma vorrei tanto lo facessi anche tu.
Perché ho ancora nelle orecchie l’eco delle tue accuse, l’elenco di tutte le cose che secondo te mi potevi offrire e che io non apprezzavo.
Allora guarda ti ringrazio per la casa, per le vacanze, per la tua voglia di lavorare, per il camper, per tua madre che ci faceva i polpettoni e stirava le camice.
Grazie, di cuore.
Ma ora per piacere tu chiedimi scusa per non avermi dato le cose che io desideravo, che per me erano importanti: un uomo con cui confrontarmi, con cui crescere e con cui creare una nuova famiglia.
Te lo scrivo qui, anche se nel mio blog non vieni più perché fa parte del tuo programma lontano dagli occhi, lontano dal cuore, perché anche se sono cambiata e oggi farei le cose diversamente pecco ancora d’orgoglio.
Ti scrivo perché sono le due di notte, e a volte le cose si vedono chiaramente proprio nei momenti più strani.
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10 febbraio, 2010
ATTUALMENTE
Ho mal di gola, di quelli forti forti che solo deglutendo senti come delle spine conficcate. E ho la testa pesante, come se avesse all'interno un macigno di tonellate.
Credo di poter dire che non sono propriamente in forma, ecco.
Però ieri sera a vedere Io, Loro e Lara con Bollicina mi sono fatta delle sane risate.
Ho anche mangiato una quantità improponibile di M&M's e un Mars intero, ma che c'entra.
Vale tutto quando si vuole arginare la malinconia e la nostalgia, vero?
Vero???
(In questo momento siete assolutamente pregati di mentire, perchè il mio già deprecabile stato fisico-emotivo ad una vostra risposta negativa potrebbe avere dei crolli devastanti!).
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Credo di poter dire che non sono propriamente in forma, ecco.
Però ieri sera a vedere Io, Loro e Lara con Bollicina mi sono fatta delle sane risate.
Ho anche mangiato una quantità improponibile di M&M's e un Mars intero, ma che c'entra.
Vale tutto quando si vuole arginare la malinconia e la nostalgia, vero?
Vero???
(In questo momento siete assolutamente pregati di mentire, perchè il mio già deprecabile stato fisico-emotivo ad una vostra risposta negativa potrebbe avere dei crolli devastanti!).
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05 febbraio, 2010
JUST A WEEK
Febbraio è iniziato con un Lunedì, e senza che io facessi coniglietto coniglietto con RagazzoArcobaleno come avevamo fatto a dicembre. Che poi lo so, detta così sembra una cosa porno ma non lo è affatto. Consiste nello scendere dal letto e fare tre giri in senso orario ripetendo, per l’appunto - Coniglietto Coniglietto - il primo giorno del mese. Dovrebbe portare fortuna, stando a quanto dice la mia collega Bollicina, anche se proprio tanto certa non sono, visto appunto com’è andato il mio dicembre.
Ma tant’è.
Martedì è stato un giorno strano. Era la Madonna Candelora, e MammaVerdina me l’ha teneramente ricordato con un sms: Madonna Candelora da l’inverno semo fora ma se piove o tira vento da l’inverno semo dentro. A Genova c’era il sole, ma la giornata era decisamente gelida.
Come il mio animo.
La sensazione di essere una corda di violino si è rivelata esatta la sera, durante sera l’usuale seduta di shiatsu con Shen. Ho pianto per l’inquietudine, la rabbia, la frustrazione. Ho pensato a cosa voglio e a cosa non voglio. E a come fatico a capirmi. Ed era solo martedì.
Poi c’è stato Mercoledì, 3 febbraio.
Un mondo di incroci e significati per me. QuasiNipotina ha compiuto 15 anni, ed era anche il 5 anniversario del mio primo incontro con NonConvivente. Solo che NonConvivente non c’è più, e non ha un gran senso che io continui a ricordare questa data. Così mi son vestita di verde, ho preso la vespetta e sono arrivata in centro con un bel po’ di anticipo. Sono entrata in un bar accogliente, ho ordinato un caffè e ho letto il giornale. La giornata, iniziata così, non sembrava nemmeno male. Ho guardato il sole luminoso, ho pensato che non vedevo l’ora di chiamare QuasiNipotina per farle una marea di auguri e sentire la sua voce squillante e ho pure giocato al superenalotto. A pranzo io e RiccioliD’Oro abbiamo pranzato in un posto accogliente ed esorcizzato la giornata con un bicchiere di vino rosso che mi ha scaldato l’animo, oltre che lo stomaco.
La sera, poi, ho preso un aperitivo con Millebolle cercando di sorridere di cose di cui non è facile trovare il lato comico. E sono stramazzata a letto, cercando nell’abbraccio di Morfeo l’oblio del pensiero, almeno per un po’.
Ho guardato il giovedì uggioso con sospetto, pensando che Diamine! era una giornata molto più adatta ad una metà novembre piuttosto che ad un 4 febbraio. E a dirla tutta, cavoli, ma siamo solo al 4 febbraio??
Questo mese mi sembra iniziato da una vita…
E oggi che è Venerdì, io lavorerò solo mezza giornata.
Poi, sotto questa pioggia battente, con il mio vestito verdino che spero mi porti fortuna andrò in stazione e tornerò a casa per il week end.
Andrò ad abracciare NonnaVerdina, che si sta affievolendo sempre più, come una magnifica candela.
Andrò a mangiare una pizza con QuasiNipotina, per farmi raccontare come va questo viaggio che ha intrapreso nelle scuole superiori.
Andrò a guardare il campanle di Salzano, come ho fatto a Natale e tante altre volte quando vivevo lì.
Andrò, perchè so che è l'unico modo con cui poi tornerò.
Ma tant’è.
Martedì è stato un giorno strano. Era la Madonna Candelora, e MammaVerdina me l’ha teneramente ricordato con un sms: Madonna Candelora da l’inverno semo fora ma se piove o tira vento da l’inverno semo dentro. A Genova c’era il sole, ma la giornata era decisamente gelida.
Come il mio animo.
La sensazione di essere una corda di violino si è rivelata esatta la sera, durante sera l’usuale seduta di shiatsu con Shen. Ho pianto per l’inquietudine, la rabbia, la frustrazione. Ho pensato a cosa voglio e a cosa non voglio. E a come fatico a capirmi. Ed era solo martedì.
Poi c’è stato Mercoledì, 3 febbraio.
Un mondo di incroci e significati per me. QuasiNipotina ha compiuto 15 anni, ed era anche il 5 anniversario del mio primo incontro con NonConvivente. Solo che NonConvivente non c’è più, e non ha un gran senso che io continui a ricordare questa data. Così mi son vestita di verde, ho preso la vespetta e sono arrivata in centro con un bel po’ di anticipo. Sono entrata in un bar accogliente, ho ordinato un caffè e ho letto il giornale. La giornata, iniziata così, non sembrava nemmeno male. Ho guardato il sole luminoso, ho pensato che non vedevo l’ora di chiamare QuasiNipotina per farle una marea di auguri e sentire la sua voce squillante e ho pure giocato al superenalotto. A pranzo io e RiccioliD’Oro abbiamo pranzato in un posto accogliente ed esorcizzato la giornata con un bicchiere di vino rosso che mi ha scaldato l’animo, oltre che lo stomaco.
La sera, poi, ho preso un aperitivo con Millebolle cercando di sorridere di cose di cui non è facile trovare il lato comico. E sono stramazzata a letto, cercando nell’abbraccio di Morfeo l’oblio del pensiero, almeno per un po’.
Ho guardato il giovedì uggioso con sospetto, pensando che Diamine! era una giornata molto più adatta ad una metà novembre piuttosto che ad un 4 febbraio. E a dirla tutta, cavoli, ma siamo solo al 4 febbraio??
Questo mese mi sembra iniziato da una vita…
E oggi che è Venerdì, io lavorerò solo mezza giornata.
Poi, sotto questa pioggia battente, con il mio vestito verdino che spero mi porti fortuna andrò in stazione e tornerò a casa per il week end.
Andrò ad abracciare NonnaVerdina, che si sta affievolendo sempre più, come una magnifica candela.
Andrò a mangiare una pizza con QuasiNipotina, per farmi raccontare come va questo viaggio che ha intrapreso nelle scuole superiori.
Andrò a guardare il campanle di Salzano, come ho fatto a Natale e tante altre volte quando vivevo lì.
Andrò, perchè so che è l'unico modo con cui poi tornerò.
29 gennaio, 2010
ANCHE SE E' VENERDI'
C'è che fuori piove a dirotto, e io ho scelto proprio oggi per tornare ad usare la vespa dopo un pò di tempo che di guidarla non avevo più voglia. Fortuna, eh?
C'è che NonnaVerdina è stata ricoverata in ospedale e fantasmi grandi come case mi fanno cucu da dietro la spalla. Vado? Resto? C'è tempo?
C'è che l'inquietudine mi avvolge e l'insoddisfazione la fa da padrona. Ma cambiare, perchè no?
C'è che avrei voglia di telefonare a RagazzoArcobaleno e chiedergli solo di... ma tanto, che senso ha?
E intanto, son qui.
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C'è che NonnaVerdina è stata ricoverata in ospedale e fantasmi grandi come case mi fanno cucu da dietro la spalla. Vado? Resto? C'è tempo?
C'è che l'inquietudine mi avvolge e l'insoddisfazione la fa da padrona. Ma cambiare, perchè no?
C'è che avrei voglia di telefonare a RagazzoArcobaleno e chiedergli solo di... ma tanto, che senso ha?
E intanto, son qui.
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27 gennaio, 2010
EHI TU, RAGAZZO ARCOBALENO...
... GRAZIE PER ESSERE STATO UNA PARTE DELLA MIA VITA.
Le persone vengono sempre nella tua vita per una ragione, per una stagione o tutta la vita.
Quando saprai perchè, saprai anche cosa fare con quella persona.
Quando qualcuno è nella tua vita per una ragione, di solito è per soddisfare un bisogno che hai espresso.
E’ venuto per assisterti attraverso una difficoltà, per darti consigli e supporto, per aiutarti fisicamente, emotivamente o spiritualmente. Può sembrare come un dono del cielo e lo è. E’ lì per il motivo per cui tu hai bisogno che ci sia.
Quindi, senza nessuno sbaglio da parte tua o nel momento meno opportuno, questa persona dirà o farà qualcosa per portare la relazione a una fine.
Qualche volta se ne va. Qualche volta muore. Qualche volta si comporta male e ti costringe a prendere una decisione. Ciò che devi capire è che il tuo bisogno è stato soddisfatto, il tuo desiderio realizzato, il suo lavoro finito.
La tua preghiera ha avuto una risposta e ora è il momento di andare avanti.
C’è chi resta nella tua vita per una stagione, perchè è arrivato il tuo momento di condividere, crescere e imparare. Ti porta un’esperienza di pace o ti fa semplicemente ridere. Può insegnarti qualcosa che non hai mai fatto. Spesso ti dà un’incredibile quantità di gioia.
Credici, è vero. Ma è solo per una stagione!
Le relazioni che durano tutta la vitati insegnano lezioni che durano tutta la vita, cose che devi costruire al fine di avere solide fondamenta emotive. Il tuo lavoro è accettare la lezione, amare la persona e usare ciò che hai imparato in tutte le altre relazioni o momenti della tua vita. Si dice che l’amore è cieco, ma l’amicizia no.
Grazie per essere una parte della mia vita, che sia una ragione, una stagione o tutta la vita.
Le persone vengono sempre nella tua vita per una ragione, per una stagione o tutta la vita.
Quando saprai perchè, saprai anche cosa fare con quella persona.
Quando qualcuno è nella tua vita per una ragione, di solito è per soddisfare un bisogno che hai espresso.
E’ venuto per assisterti attraverso una difficoltà, per darti consigli e supporto, per aiutarti fisicamente, emotivamente o spiritualmente. Può sembrare come un dono del cielo e lo è. E’ lì per il motivo per cui tu hai bisogno che ci sia.
Quindi, senza nessuno sbaglio da parte tua o nel momento meno opportuno, questa persona dirà o farà qualcosa per portare la relazione a una fine.
Qualche volta se ne va. Qualche volta muore. Qualche volta si comporta male e ti costringe a prendere una decisione. Ciò che devi capire è che il tuo bisogno è stato soddisfatto, il tuo desiderio realizzato, il suo lavoro finito.
La tua preghiera ha avuto una risposta e ora è il momento di andare avanti.
C’è chi resta nella tua vita per una stagione, perchè è arrivato il tuo momento di condividere, crescere e imparare. Ti porta un’esperienza di pace o ti fa semplicemente ridere. Può insegnarti qualcosa che non hai mai fatto. Spesso ti dà un’incredibile quantità di gioia.
Credici, è vero. Ma è solo per una stagione!
Le relazioni che durano tutta la vitati insegnano lezioni che durano tutta la vita, cose che devi costruire al fine di avere solide fondamenta emotive. Il tuo lavoro è accettare la lezione, amare la persona e usare ciò che hai imparato in tutte le altre relazioni o momenti della tua vita. Si dice che l’amore è cieco, ma l’amicizia no.
Grazie per essere una parte della mia vita, che sia una ragione, una stagione o tutta la vita.
23 settembre, 2009
INQUIETUDINE, NON FAR LA STUPIDA STASERA...
C'è che oggi sono inquieta.
E anche se te lo scrivo, caro blogghino, so bene che non ci puoi fare nulla.
Ma se non lo dico, o non lo scrivo, esplodo.
Odio questa inquietudine. Odio questo nodo alla gola che mi fa mancare il fiato. Odio sentirmi così. L'unica "cosa " che non odio è quella che dovrei odiare per farmi sentire così.
Ho voglia di urlare ma forse ancor più di nascondermi.
Ho voglia di fare ma anche di dormire tutto il giorno.
Ho voglia di non pensare e di amazzarmi di lavoro.
Ho voglia di cambiare io, ma se fossi onesta ammetterei che vorei solo cambiare lui.
Avrei voglia di annientare fisicamente delle persone, di sbattere delle porte e di aprire delle teste.
E ho appena iniziato, lo so bene.
Ma cazzo.
E anche se te lo scrivo, caro blogghino, so bene che non ci puoi fare nulla.
Ma se non lo dico, o non lo scrivo, esplodo.
Odio questa inquietudine. Odio questo nodo alla gola che mi fa mancare il fiato. Odio sentirmi così. L'unica "cosa " che non odio è quella che dovrei odiare per farmi sentire così.
Ho voglia di urlare ma forse ancor più di nascondermi.
Ho voglia di fare ma anche di dormire tutto il giorno.
Ho voglia di non pensare e di amazzarmi di lavoro.
Ho voglia di cambiare io, ma se fossi onesta ammetterei che vorei solo cambiare lui.
Avrei voglia di annientare fisicamente delle persone, di sbattere delle porte e di aprire delle teste.
E ho appena iniziato, lo so bene.
Ma cazzo.
16 settembre, 2009
A CAPO
Sono tornata a vivere nello stesso palazzo in cui vivevo prima di trasferirmi dal NonConvivente, ma al piano sotto dell'appartamentino che aveva visto nascere la nostra storia d'amore.
Ritrovo gli stessi negozi, la stessa gente nel palazzo e una zona che mi è sempre piaciuta molto ma che non riesco più a guardare con gli stessi occhi.
Perchè prima di arrivare a casa faccio quella curva.
E alzo immancabilmente gli occhi.
Lì, c'è la casa che con il NonConvivente avevamo visto e che io inizialmente nn volevo nemmeno sapere come fosse fatta. Perchè avevo accettato dopo molte fatiche il fatto che mi bastava lui, indipendentemente da dove vivevamo.
Così tornare a casa non è semplice quando mi prende quella fitta allo stomaco e comincio a chiedermi dove sia il NonConvivente in quel momento, cosa stia facendo e con chi sia.
Ma cerco di ricordarmi che conosco la risposta, almeno una su tre. So con chi è.
L'ha scelto lui.
Ha scelto di non affrontare i problemi con me, di non guardarmi negli occhi e dirmi "cerchiamo una soluzione". Ha scelto di fare un cammino da solo e di arrivare alle sue conclusioni. Ha scelto che io non valevo la fatica di impegnarsi per una rapporto maturo, a due, in cui ci si confronta, si discute, si trova dei compromessi.
Eppure io ci credevo e ci ho provato con tutte le mie forze.
Ritrovo gli stessi negozi, la stessa gente nel palazzo e una zona che mi è sempre piaciuta molto ma che non riesco più a guardare con gli stessi occhi.
Perchè prima di arrivare a casa faccio quella curva.
E alzo immancabilmente gli occhi.
Lì, c'è la casa che con il NonConvivente avevamo visto e che io inizialmente nn volevo nemmeno sapere come fosse fatta. Perchè avevo accettato dopo molte fatiche il fatto che mi bastava lui, indipendentemente da dove vivevamo.
Così tornare a casa non è semplice quando mi prende quella fitta allo stomaco e comincio a chiedermi dove sia il NonConvivente in quel momento, cosa stia facendo e con chi sia.
Ma cerco di ricordarmi che conosco la risposta, almeno una su tre. So con chi è.
L'ha scelto lui.
Ha scelto di non affrontare i problemi con me, di non guardarmi negli occhi e dirmi "cerchiamo una soluzione". Ha scelto di fare un cammino da solo e di arrivare alle sue conclusioni. Ha scelto che io non valevo la fatica di impegnarsi per una rapporto maturo, a due, in cui ci si confronta, si discute, si trova dei compromessi.
Eppure io ci credevo e ci ho provato con tutte le mie forze.
17 luglio, 2009
MAI? EH, MAI...
Non avrei mai pensato di decidere di festeggiare un venerdì 17, pranzando con fettuccine di campofilone al farro con porcini, un bicchiere di nero d’avola e un caffè schiumosissimo.
Non avrei mai pensato di sentirmi tanto sola, anche se siamo in due.
Non avrei mai pensato di avere di punto in bianco una collega nuova e avere in comune la stessa passione per Harry Potter.
Non avrei mai pensato di prendere un caffè con le lacrime agli occhi e di sperare di dormire tanto da non svegliarmi più, per non pensare.
Non avrei mai pensato di pensare ad un viaggio a madrid, anche se da sola, e di avere notizie di un ex fidanzato di un’amica, che nel frattempo si è fatto prete.
Non avrei mai pensato, ecco, ma questa settimana è prorio andata così.
Non avrei mai pensato di sentirmi tanto sola, anche se siamo in due.
Non avrei mai pensato di avere di punto in bianco una collega nuova e avere in comune la stessa passione per Harry Potter.
Non avrei mai pensato di prendere un caffè con le lacrime agli occhi e di sperare di dormire tanto da non svegliarmi più, per non pensare.
Non avrei mai pensato di pensare ad un viaggio a madrid, anche se da sola, e di avere notizie di un ex fidanzato di un’amica, che nel frattempo si è fatto prete.
Non avrei mai pensato, ecco, ma questa settimana è prorio andata così.
29 giugno, 2009
STAND BY
Portate pazienza, oggi Verdina non ne ha proprio voglia.
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22 gennaio, 2009
TIRAMISU' DELL'ANIMA
Domenica mattina dei nuvoloni neri densi di pioggia facevano ciao ciao con la manina da un cielo plumbeo che non prometteva nulla di buono, ma io ero comunque decisa a sfidare la mia malinconia latente. Per questo l’imperativo della mattinata era inforcare la vespetta e andare a fare una bella spesa per cucinarmi magari del pesce a pranzo che il NonConvivente tanto non c’era. La sua sveglia era suonata verso le sette, puntuale per iniziare la giornata che avrebbe trascorso in moto con degli amici giravagando per qualche bosco qua e là.
Così mi son comprata dei carciofi spinosissimi, dei moscardini freschi e abbondante prezzemolo. Ho fatto scorta di arance e mele, e sconsolata non ho trovato nessun avogado, che in questo periodo m’è partita la fissa per questo frutto che si, lo so, è super calorico-burroso-grassissimo. Ma a me piace tanto.
Però sono convinta che da certe giornate, ed umori, non si scappi.
Tant’è che il mio solito supermercato era chiuso e sono dovuta andare in quello vicino a casa mia, cioè dove abitavo prima di trasferirmi nella NonCasa con il NonConvivente. Frutta e verdura erano disposti come ricordavo. C’erano anche gli yogurt al biscotto che trovavo solo lì che mi aspettavano nello stesso banco frigo ( di cui ho fatto ampia scorta!). C’erano i cestelli d’acqua nello stesso angolo che ho raggiunto automaticamente.
È proprio per questo che non ero più andata in quel supermercato da quando mi ero trasferita. Lo sapevo mi sarebbe venuta la malinconia. Lo sapevo.
Insomma, vanificato l’effetto benefico della spesa e non potendo affogare in un barattolo di nutella, tornata a casa mi son lanciata in una ricetta nuova, tanto per tenere occupata la mente: muffin alla zucca. Una ricetta che mi aveva dato un’amica e non sembrava proprio semplicissima. Abbastanza da tenermi occupata quasi tre ore, fino all’arrivo del NonConvivente, e alle chiacchiere su come era andata la sua giornata.
Poi, a salvarmi, sono arrivati anche Gnic e Gnac, e una serata ridanciana davanti ad un’ottima pizza ordinata da Franco. L’adorabile accento toscano di Gnac che ti mette subito di buon umore e la generosità di Gnic che si è subito messo all’opera per aiutare il NonConvivente nella configurazione del nuovo telefonino.
Alla fine, si, ci sono stati anche i muffin di zucca e le dolcissime paste portate in dono.
Bè, direi che non è poi così male essere malinconici se questi sono i rimedi!
Così mi son comprata dei carciofi spinosissimi, dei moscardini freschi e abbondante prezzemolo. Ho fatto scorta di arance e mele, e sconsolata non ho trovato nessun avogado, che in questo periodo m’è partita la fissa per questo frutto che si, lo so, è super calorico-burroso-grassissimo. Ma a me piace tanto.
Però sono convinta che da certe giornate, ed umori, non si scappi.
Tant’è che il mio solito supermercato era chiuso e sono dovuta andare in quello vicino a casa mia, cioè dove abitavo prima di trasferirmi nella NonCasa con il NonConvivente. Frutta e verdura erano disposti come ricordavo. C’erano anche gli yogurt al biscotto che trovavo solo lì che mi aspettavano nello stesso banco frigo ( di cui ho fatto ampia scorta!). C’erano i cestelli d’acqua nello stesso angolo che ho raggiunto automaticamente.
È proprio per questo che non ero più andata in quel supermercato da quando mi ero trasferita. Lo sapevo mi sarebbe venuta la malinconia. Lo sapevo.
Insomma, vanificato l’effetto benefico della spesa e non potendo affogare in un barattolo di nutella, tornata a casa mi son lanciata in una ricetta nuova, tanto per tenere occupata la mente: muffin alla zucca. Una ricetta che mi aveva dato un’amica e non sembrava proprio semplicissima. Abbastanza da tenermi occupata quasi tre ore, fino all’arrivo del NonConvivente, e alle chiacchiere su come era andata la sua giornata.
Poi, a salvarmi, sono arrivati anche Gnic e Gnac, e una serata ridanciana davanti ad un’ottima pizza ordinata da Franco. L’adorabile accento toscano di Gnac che ti mette subito di buon umore e la generosità di Gnic che si è subito messo all’opera per aiutare il NonConvivente nella configurazione del nuovo telefonino.
Alla fine, si, ci sono stati anche i muffin di zucca e le dolcissime paste portate in dono.
Bè, direi che non è poi così male essere malinconici se questi sono i rimedi!
24 novembre, 2008
IT'S JUST A MOMENT
PapàVerdino mi ha mandato un mms questa mattina.
È la foto del giardino dalla finestra di camera mia, a Salzano.
È tutto imbiancato.
E di colpo mi manca casa mia, il freddo pungente che sa già di montagna, le mattine con la sciarpa ben annodata e i guanti imbottiti correndo veloce in bici verso la stazione, per andare all’università.
È la foto del giardino dalla finestra di camera mia, a Salzano.
È tutto imbiancato.
E di colpo mi manca casa mia, il freddo pungente che sa già di montagna, le mattine con la sciarpa ben annodata e i guanti imbottiti correndo veloce in bici verso la stazione, per andare all’università.
17 novembre, 2008
MOMENTI
Sabato il mio umore è di molto, ma molto migliorato.
Che insomma il sole era finalmente spuntato, e anche la fine della guerra fredda con il NonConvivente un poco mi aveva risollevato.
Però più di tutto, m’è piaciuto andare in vespa fino a Boccadasse. Ordinare con il NonConvivente un panino e una birretta nel microscopico baretto che si affaccia a quei 50 mq di spiaggetta, e sedermi davanti al mare a godermi un po’ di sole.
A volte ci sono momenti in cui riesci a liberare la mente dai se, ma, però e insomma.
Che insomma il sole era finalmente spuntato, e anche la fine della guerra fredda con il NonConvivente un poco mi aveva risollevato.
Però più di tutto, m’è piaciuto andare in vespa fino a Boccadasse. Ordinare con il NonConvivente un panino e una birretta nel microscopico baretto che si affaccia a quei 50 mq di spiaggetta, e sedermi davanti al mare a godermi un po’ di sole.
A volte ci sono momenti in cui riesci a liberare la mente dai se, ma, però e insomma.
29 ottobre, 2008
INIZIAMO BENE
No dico.
Qui diluvia.
Il cielo è nero che pur essendo le 7.30 del mattino sembrano le 23 di sera.
La città è paralizzata da un serpente d'auto in coda le cui luci rosse fanno sembrare una lingua di fuoco.
Io mi sento tremendamente insofferente.
Qui diluvia.
Il cielo è nero che pur essendo le 7.30 del mattino sembrano le 23 di sera.
La città è paralizzata da un serpente d'auto in coda le cui luci rosse fanno sembrare una lingua di fuoco.
Io mi sento tremendamente insofferente.
16 ottobre, 2008
KO MORALE
Complice l'aver sonnecchiato gran parte del pomeriggio a causa di questa febbriciatola insidiosa che non mi molla, ieri sera ero sveglia come non mai.
Giusto per bilanciare, il NonConvivente era invece bollito piu che mai. A nanna alle 22.00 e io a guardare la tv con il NonCane Cesare.
E' così che mi son trovata per caso ad ascoltare Roberto Saviano a Matrix.
Insomma diciamolo subito, che tanto non sono abiutuata a bluffare nel mio blogghino.
Io Gomorra non l'ho letto. Io, di Gomorra, non ho visto nemmeno il film.
Se devo essere sincera, non lo so perchè.
Ma forse l'ho capito ieri sera, ascoltando le parole così forti di un ragazzo che è pure piu' giovane di me.
Non ho letto Gomorra perchè avevo capito di cosa parlava, e anche io, come in tanti, troppi facciamo, ho pensato che certe cose non le voglio nemmeno sapere.
Sì, pensatelo pure: è una forma di schifosa codardia.
Mi son sentita così ieri sera, davanti alla tv. Una sciocca codarda. Uno struzzo che nasconde la testa sotto la sabbia cercando di pensare che certe cose capitano solo là, come se là non fosse Italia.
Invece poi ci ho ripensato con calma questa mattina, e mi son resa conto che è peggio, molto peggio.Non ho fatto lo struzzo per una forma di leggerezza mia.
L'ho fatto per la delusione.
L'ho fatto perchè da troppo tempo sento parlare di clan malavitosi, di cartelli, di estorsioni, di persone mascherate che a bordo di una moto ti ammazzano mentre sei al bar a bere un crodino, di gente che denuncia ricatti mafiosi e poi vive sotto scorta, o peggio, viene trovata morta.
L'ho fatto perchè ieri sera, mentre guardavo in televisione quegli occhi scuri e profondi di Saviano, mi trovavo a pensare "Speriamo solo che non riescano ad ammazzarlo. Altrimenti, ne sarà valsa la pena?"
Ecco io non ce l'ho una risposta.
Egoisticamente sono contenta che abbia sollevato così tanto clamore, che abbia innescato così tante reazioni e che sicuaremente, anche per merito suo, qualche passo in piu' è stato fatto.
Ma se penso a Saviano come un figlio, come un fidanzato, come un uomo con delle passioni mi vien una tristezza infinita.
Perchè io da madre, da fidanzata, da amica, se avessi saputo tutto cio' gli avrei detto "Roberto, lascia perdere".
Invece, da semplice cittadina orgogliosa di quello che lui ha fatto e che io non avrei avuto il coraggio di fare, gli vorrei scrivere semplicemente:
Grazie, Roberto.
Giusto per bilanciare, il NonConvivente era invece bollito piu che mai. A nanna alle 22.00 e io a guardare la tv con il NonCane Cesare.
E' così che mi son trovata per caso ad ascoltare Roberto Saviano a Matrix.
Insomma diciamolo subito, che tanto non sono abiutuata a bluffare nel mio blogghino.
Io Gomorra non l'ho letto. Io, di Gomorra, non ho visto nemmeno il film.
Se devo essere sincera, non lo so perchè.
Ma forse l'ho capito ieri sera, ascoltando le parole così forti di un ragazzo che è pure piu' giovane di me.
Non ho letto Gomorra perchè avevo capito di cosa parlava, e anche io, come in tanti, troppi facciamo, ho pensato che certe cose non le voglio nemmeno sapere.
Sì, pensatelo pure: è una forma di schifosa codardia.
Mi son sentita così ieri sera, davanti alla tv. Una sciocca codarda. Uno struzzo che nasconde la testa sotto la sabbia cercando di pensare che certe cose capitano solo là, come se là non fosse Italia.
Invece poi ci ho ripensato con calma questa mattina, e mi son resa conto che è peggio, molto peggio.Non ho fatto lo struzzo per una forma di leggerezza mia.
L'ho fatto per la delusione.
L'ho fatto perchè da troppo tempo sento parlare di clan malavitosi, di cartelli, di estorsioni, di persone mascherate che a bordo di una moto ti ammazzano mentre sei al bar a bere un crodino, di gente che denuncia ricatti mafiosi e poi vive sotto scorta, o peggio, viene trovata morta.
L'ho fatto perchè ieri sera, mentre guardavo in televisione quegli occhi scuri e profondi di Saviano, mi trovavo a pensare "Speriamo solo che non riescano ad ammazzarlo. Altrimenti, ne sarà valsa la pena?"
Ecco io non ce l'ho una risposta.
Egoisticamente sono contenta che abbia sollevato così tanto clamore, che abbia innescato così tante reazioni e che sicuaremente, anche per merito suo, qualche passo in piu' è stato fatto.
Ma se penso a Saviano come un figlio, come un fidanzato, come un uomo con delle passioni mi vien una tristezza infinita.
Perchè io da madre, da fidanzata, da amica, se avessi saputo tutto cio' gli avrei detto "Roberto, lascia perdere".
Invece, da semplice cittadina orgogliosa di quello che lui ha fatto e che io non avrei avuto il coraggio di fare, gli vorrei scrivere semplicemente:
Grazie, Roberto.
16 settembre, 2008
IN UNA BOLLA
18 luglio, 2008
VERDE IN NERO
Ho un mal di testa lancinante da questa mattina, ragion per cui sono nervosa, scontrosa e tremendamente stanca.
Non sono ancora riuscita a trovare la forza nè di prenotare un treno per tornare a casa nè di prendere in considerazione l'idea di rimanere qui: praticamente sono come color che son sospesi.
L'unico appuntamento a cui tenevo in questi ultimi quindici giorni, era uno spettacolo meraviglioso che si tiene ai giardini di Nervi, questo qui, e non ho trovato una sera, dico UNA per andarci.
Così mi trovo a pensare che questa vita fa davvero schifo, un lavoro in cui mi rompo le balle, una strada in autobus verso casa, la cena, stop. Bella vita, davvero.
Per giunta essendo nervosa mangio. E ingrasso. Vedo i miei vestiti preferiti che giacciono inutilizzati in armadio perchè non ci entro più, e mi viene il magone.
Insomma oggi son così, c'ho una vena nera da far paura (ma non così nera come la ragazza che ho visto oggi in piazza De Ferrari, alle 13.30, con un caldo porco, che indossava con nonchalance una minigonna in jeans sopra a una calza nera almeno da 60 denari, con stivali neri al ginocchio, che appena l'ho vista ho iniziato a sudare io per lei).
Vabbè, non prendetemi troppo sul serio.
Sto sragionando per il mal di testa.
Capita anche alle migliori Verdine.
Non sono ancora riuscita a trovare la forza nè di prenotare un treno per tornare a casa nè di prendere in considerazione l'idea di rimanere qui: praticamente sono come color che son sospesi.
L'unico appuntamento a cui tenevo in questi ultimi quindici giorni, era uno spettacolo meraviglioso che si tiene ai giardini di Nervi, questo qui, e non ho trovato una sera, dico UNA per andarci.
Così mi trovo a pensare che questa vita fa davvero schifo, un lavoro in cui mi rompo le balle, una strada in autobus verso casa, la cena, stop. Bella vita, davvero.
Per giunta essendo nervosa mangio. E ingrasso. Vedo i miei vestiti preferiti che giacciono inutilizzati in armadio perchè non ci entro più, e mi viene il magone.
Insomma oggi son così, c'ho una vena nera da far paura (ma non così nera come la ragazza che ho visto oggi in piazza De Ferrari, alle 13.30, con un caldo porco, che indossava con nonchalance una minigonna in jeans sopra a una calza nera almeno da 60 denari, con stivali neri al ginocchio, che appena l'ho vista ho iniziato a sudare io per lei).
Vabbè, non prendetemi troppo sul serio.
Sto sragionando per il mal di testa.
Capita anche alle migliori Verdine.
25 giugno, 2008
CAMBIO COLONNA SONORA
My first, my last, my everything.
Probabilmente non ho azzeccato la colonna sonora della mia vita, ultimente.And the answer to all my dreams.
Me ne rendo conto mentre sorrido e cammino energica solo perchè nell'ipod sto ascoltando Berry WhiteYou're my sun, my moon, my guiding star
Che ad ascoltarla davvero sarebbe pure una canzone romanticissima
My kind of wonderful, that's what you are
Ma non è questo che mi coinvolge stamattina, è la batteria, il ritmo, l'allegria.
I know there's only, only one like you.
I know there's only, only one like you.
Ma da quanto non camminavo per strada con il sorriso in faccia? sono scivolata nella tristezza, nel grigiore, nella mancanza di entusiasmo senza nemmeno rendermene conto.
Ma oggi no.
Oggi io combatterò e tu, maledetta malinconia, non mi avrai. Scommettiamo?
Tanto io c'ho Berry White!!
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