24 ottobre, 2006

CERCA TU CHE CERCO ANCH'IO

Lo ammetto, a volte sono un po’ strana.
Mi rendo perfettamente conto di certe mie ehm… come dire…testardaggini?

Ad esempio, venerdì sera.
Felice per aver mangiato pizza con amici sono arrivata al colmo dell’euforia quando mi è stato consegnato un regalo di compleanno tardivo. Sarà perché quando non te li aspetti i doni fanno ancor più piacere, sarà perché quando mi regalano qualcosa di verde io mi esalto, ma sta di fatto che ho indossato subito collana e orecchini, tutta tronfia.
Ho continuato a sfoggiare la mia nuova parure finchè,dopo aver attraversato buona parte del centro per andare in un locale a bere qualcosa, mi sono accorta che avevo perso un orecchino.

Tragedia.
Io triste. Io tanto triste.
Io così triste che Millebolle, mossa a pietà, ha dichiarato speranzosa Non c’è problema. Adesso noi facciamo tutta la strada a ritroso guardando per terra. Vedrai che lo troveremo.

Ecco, una persona sana di mente avrebbe ringraziato per il suggerimento ma non avrebbe costretto i propri amici a scandagliare la strade di Genova alla difficile ricerca di un ago nel pagliaio.

Io invece non ho avuto il minimo dubbio. E la strada l’abbiamo fatta per ben due volte, visitina alla pizzeria inclusa.

Occhi fissi a terra, è emerso pure il lato più dispotico della sottoscritta Per cortesia, voi due maschietti! vediamo di non distrarci osservando i culi delle ragazze!!Qui è una questione di priorità.

L’orecchino non l’ho trovato, ma è da venerdì sera che continuo a chiedermi cosa ci faccia la gente con tutte quelle graffette che abbiamo visto in via XX e soprattutto ho una certezza.

La vendita delle Malboro è in calo. Spopolano le cicche di Philip Morris.

Parola di asfalto.


23 ottobre, 2006

IL VETRAIO

Venerdì mattina è finalmente venuto il vetraio a sostituirmi il vetro rotto della finestra.

La cosa positiva è che il nuovo vetro è errivato giusto in tempo per ripararmi dalla pioggia odierna. Sarei gelata in ufficio.

La cosa negativa è che nei 15 minuti che ha impiegato per togliere la finestra, eliminare il silicone, asportare l'ultimo pezzo di vetro ancora attaccato alla finestra, inserire quello nuovo e rimettere il silicone, ho scoperto che:

un suo dipendente qualche anno fa si è trasferito con la moglie in costarica
ha comprato quattro piantagioni di caffè
ha avviato un'attività di vetraio
ha costriuto una villa con due piscine

Il tutto con i 28.000.000 di Lire della liquidazione.

E, come se non bastasse, vive tutto l'anno in boxer e magliette a mezze maniche.

Voglio partireeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!!!!!

QUANTE DISDETTE PUO' TOLLERARE UNA DONNA?

Lady D e ER non sono più riusciti ad andare al cinema.
Dopo due disdette causate da altrettante improvvise sale operatorie, ER ha annunciato a Lady D la sua imminente partenza, lasciandola sola con le cinque domande base del giornalismo:

Chi è andato??? (cioè ER versione uomo, o ER in qualità di medico??
Cosa è andato a fare?
Dove è andato a fare questo qualcosa?
Perché è andato proprio lui???
E soprattutto Con chi, eventualmente, è andato??

Nonostante le mille elucubrazioni mentali mie e di Lady D ancora nulla ci è dato sapere.
Dopo innumerevoli riflessioni, Lady D ha però deciso che sì, un messaggino poteva scriverlo senza sembrare troppo inopportuna.

L’avessi scritto io il messaggino, e non avesse risposto a me per quattro giorni, sarei arrivata ad avere una bile tracimante e un ansia faraonica.
Ma Lady D è stata stoica (deve aver frequentato qualche corso di Yoga o meditazione orientale senza avvisarmi).
Al motto di La pazienza è la virtù dei forti, mi ha detto Ele, io sento che si farà vivo. Anzi, al riguardo sono piuttosto tranquilla (il piuttosto era comunque legato al fatto che per mantenere lo stato di "tranquillità" la mia amica non si è fatta di nutella, no no.. ma ben tre piatti di pasta e fagioli!!)

Poi, venerdì, un sms semplice e diretto (ormai abbiamo capito il suo stile!!) Ciao, sono finalmente tornato. Ti va di uscire sabato sera?

Giubilo e tripudio, scelta della camicetta adatta e del pantalone preferito.

E l’ennesimo sms il sabato mattina. Appuntamento rinviato, questa volta per un impegno improvviso a Trieste con la madre (e non fatemi parlare dei figli succubi delle madri che altrimenti apro un blog a parte, sgrunt!).

Ora il mio suggerimento a Lady D è stato molto semplice: mandarlo a spigolare la prossima volta che ti chiamerà (perché è certo che la chiamerà).

Ma Lady D ha detto che ci doveva pensare.

Oggi l’ho sentita al telefono. La sua idea consuiste nel rispondere ad un eventuale invito dicendo che sì, le farebbe piacere uscire con lui se ci fosse almeno il 90% di possibilità che mantega l’impegno. Perché la quinta buca sarebbe un po’ troppo per lei.

Lady D è troppo buona, o io sono una carogna?

20 ottobre, 2006

RIEPILOGANDO GLI ULTIMI GIORNI - Week end a casetta

Ogni volta che torno al paesello natio incontro persone, luoghi di ricordi e profumi conosciuti. Pezzi della mia vita.

Così domenica sera ho incontrato Monica, che non vedevo da quasi cinque anni. Era con il marito e spingeva una carrozzina. Dentro c’era sua figlia Emma.

I ricordi che ho di Monica non sono molti, eppure abbiamo trascorso cinque anni in una stessa classe. Lei era una di quelle che se la tirava da “carina della classe” e il suo rapporto di odio-amore-amicizia con Simon, il secchione tenerone della classe, era spesso argomento dei chiacchiericci liceali. Soprattutto perché non si è mai capito se alla famosa gita di quinta a Parigi lei ci fosse coscientemente stata o fosse solamente addormentata. Anzi, forse l’ultima volta che l’ho vista era proprio alla laurea di Simon.

Non è mai stata la mia amica del cuore, forse non l’ho nemmeno mai avuta un’amica del cuore.
Quando abbiamo terminato il liceo l’ho incontrata poche volte tra le calli di Venezia. Lei si era iscritta a economia, io a lettere. Non ho mai saputo se è riuscita a laurearsi, ma Simon mi aveva raccontato che si era sposata.

L’ho vista e l’ho salutata con piacere mentre mi diceva Questo è il nostro frugoletto, si chiama Emma. Fa un mese proprio oggi.

Emma è nata lo stesso giorno di suo cugino Francesco, che ho visto nella carrozzina vicina scortato da mamma e papà, con un berrettino bianco e un pugnetto minuscolo tenuto vicino alla testa.

Che strano destino, le mamme di Emma e Francesco sono sorelle e hanno partorito lo stesso giorno. Una delle due mamme ha la mia stessa età. E una vita del tutto diversa dalla mia.



RIEPILOGANDO GLI ULTIMI GIORNI - Il non fidanzato

Quando l’altra sera il non fidanzato mi è venuto a raccogliere in ufficio ero fuori di me.
Avevo trascorso 12 ore a lavorare davanti ad un computer, fermandomi solo 20 minuti per un panino. Non solo, avevo perso la lezione di pilates che mi piace tanto e avevo la cervicale come una corda di violino perché dal buco della finestra (già, il vetraio deve ancora ripararla!!) entrava un soffio d’aria atroce.

Sono salita in auto mentre lui mi mostrava orgoglioso di avermi comprato l’hamburger che mi piace tanto per cena, il pane fresco e un sacco di pappette di frutta che io adoro.
Poi mi ha guardato in faccia e mi ha detto: Forse hai più bisogno di un Cuba. Ti vuoi ubriacare?
Confesso che mi ha strappato un sorriso.

Dopo avergli triturato ancora un po’ i maroni con l’atteggiamento tipico di quando sono talmente esausta ( e nevrotica, si! anche nevrotica):

Non ho voglia di niente.
Bè magari un aperitivo si.
Anzi no che poi l’alcol c’ha un sacco di calorie e io non riesco mai a dimagrire.
Ecco adesso mi viene pure da piangere…
Vabbè magari però mangiamo fuori così mi prendo un dolce enorme
.

Siamo finiti in una pizzeria carinissima: Le scuderie dell’astronauta.
Un nome originale perché, facciamo subito il pettegolezzo odierno, il proprietario è il primo astronauta italiano a essere nello spazio.
Ci passiamo davanti spesso quando passeggiamo con il non cane Cesare, ma non c’eravamo mai stati. Un errore.

Perché l’ambiente è grazioso e accogliente. Perché la cucina è buonissima e le pizze gustose. Perché i dolci sono fatti in casa e ti si sciolgono in bocca.

Insomma, se vi capita andateci (Via Carpaneto 18r – Genova Sampierdarena – 010.6438925).

Io ho mangiato la farinata accompagnata da una birra schiumosa che mi piace tanto, il non fidanzato una stracchino rossa e un’altra birra. Cesare s’è divorato tutto il pane del coperto...e il bordo della pizza.

Sono uscita con un altro umore.
Merito del tiramisù, vero. Ma ancor più di quello scanzonato e un po’ burlone di un non fidanzato che mi ritrovo, che spesso mi fa indispettire ma che ha dimostrato una pazienza e una capacità di starmi vicino in questi giorni di nevrastenia non da poco.